9 campioni di sesso sfrenato

DALLE SCIMMIE AI TENEBROSI LEOPARDI, GLI ANIMALI LO FANNO IN MANIERA DAVVERO STRANA. VEDIAMO COME.

 

Il kamasutra delle libellule, i rapporti sadomaso delle chiocciole o le ammucchiate dei serpenti. In natura gli accoppiamenti sono spesso vari e sorprendenti.

 

Ménage a trois, accoppiamenti brutali, sesso acrobatico e anche amori sadomaso e omosessuali.  Il campionario delle prestazioni è vasto. Non riguarda noi umani, ma oche, passeri, libellule, lumache, ricci, serpenti, scimmie, leoni, ghepardi, uccelli, lucertole e anche pidocchi.

 

 

 

 

 

 

 

POSIZIONE A CUORE Così lo fanno le libellule durante l’accoppiamento. La curiosa posizione è dovuta alla forte presa del maschio che afferra con una sorte di pinza - che ha in fondo all’addome - la nuca della femmina per costringerla a curvare l’estremità addominale per congiungere gli organi riproduttivi.

Perché anche gli animali lo fanno strano e, spesso, nelle loro performance di accoppiamento ricorrono a posizioni incredibilmente complicate, degne del Kamasutra.

Le più acrobatiche sono le eleganti libellule, che quando si “amano” formano dei graziosi cuori: e, in caso di pericolo, sono capaci di volare mantenendo l’incredibile posizione. Le più focose sono le scimmie bonobo, che vivono nelle grandi foreste africane. «Si eccitano facilmente e sono capaci di una grande varietà di posizioni di accoppiamento», spiega Frans de Waal, ricercatore del Centro ricerche Yerkes dei primati di Atlanta, negli Stati Uniti. «Questi scimpanzé pigmei fanno sesso invece che aggredirsi. Lo fanno faccia a faccia e si baciano sulla bocca come noi umani. Ricorrono anche a quello orale e non mancano le avventure lesbiche tra le femmine».

Brutale è la lucertola - capace di mangiare la coda del maschio, persa in combattimento, e subirne i morsi nell’atto amoroso. E, un insetto, la mantide, può persino decapitare il partner nel bel mezzo dell’accoppiamento: e miracolo della natura, questo porterà a termine il dovere coniugale senza la testa.

L’amore di gruppo - ne sono artefici i serpenti giarrettiera che vivono nel continente americano. Decine di maschi assaltano una sola femmina, stordita dal loro odore sessuale. Ma lei accetterà solo alcuni di loro.

I lombrichi hanno entrambi gli organi sessuali. Nell’accoppiamento l’apparato maschile dell’uno feconda quello femminile dell’altro e viceversa.

Alle oche selvatiche invece l’amore a tre è utile: può capitare di vedere una femmina infilarsi fra due maschi omosessuali mentre copulano. Così il seme non verrà sprecato.

 

IN AMORE LA FANTASIA È NECESSARIA
L'etologo Danilo Mainardi spiega il perché del sesso acrobatico degli animali.
Antico e divertente, il kamasutra è un manuale in cui tutta l’umana fantasia s’è messa in moto per raccontarci le possibili varianti del nostro modo di far sesso. Un fatto, pertanto, che parrebbe esclusivamente nostro, ma sta a vedere che non è così. C’è chi ora parla e scrive, e fotograficamente documenta, del kamasutra delle libellule, che per accoppiarsi si contorcono in spettacolari acrobazie, e poi di quello delle chiocciole, delle lucertole e via discorrendo.
 

Ma sarà così? C’è davvero qualcosa di sensato in questa bizzarra analogia? Per capirci qualcosa occorre partire dalla nostra specie, che appartiene sì al regno animale, ma che è diversa assai da tutte o quasi le altre viventi. E la cosa che, riguardo al sesso, ci contraddistingue, è che noi siamo disponibili ad accoppiarci anche al di fuori dei periodi fecondi, il che ci informa che il nostro sesso è, biologicamente parlando, non solo riproduttivo. Bella scoperta, si potrebbe dire, considerato il nostro numero medio di figli e la quantità di volte che ci accoppiamo.
 

Se è ricreativo
E qui, su questo tanto sesso non riproduttivo, si sono scatenati un po’ tutti. Dai religiosi che lo considerano un peccato agli antropologi che cí spiegano questa sovrabbondanza con la funzione di tenere insieme la coppia, con le tante conseguenze positive che poi ne conseguono, a Tinto Brass che ha coniato il divertente termine di “sesso ricreativo”.
Detto di noi (e in nostra compagnia ci sta egregiamente lo scimpanzé bonobo, che di sesso non riproduttivo ne fa a non finire), c’è poi, dall’altra parte della barricata, l’immensa quantità di altre specie, milioni e milioni, per cui il sesso è esclusivamente al servizio della riproduzione della specie. Ed è allora che scopriamo che la cosiddetta fantasia sessuale, i cosiddetti kamasutra animali, ammesso che esistano hanno un tutt’altro senso. Sono, in definitiva, un’analogia solo apparente. In primo luogo, infatti, ogni specie ha un suo unico modo d’accoppiarsi, senza varianti. Pertanto, potremmo al limite parlare di “fantasia della natura”. Il che altro non è che un modo di dire utile per scoprire (altra bella scoperta) che la natura è varia.
 

Occhio a chi è diverso
Quanto alle apparenti contorsioni e stranezze delle libellule e di tant’altre specie, queste rispondono a due semplici esigenze. L’una è che ciò che a noi sembra strano è, per queste specie, il modo più funzionale per accoppiarsi. L’altra è che ogni specie deve evitare l’errore, che sarebbe gravissimo, di accoppiarsi con un’altra specie, seppure affine, perché ne andrebbe di mezzo la fecondità della progenie, ammesso che nasca qualcosa. Questo fa sì che ogni specie abbia un suo modo che “deve” essere un po’ diverso e ciò non può che soffiare sul fuoco della già citata “fantasia della natura”. A questo punto, nell’ottica naturalistica, avrei spiegato tutto. O forse. Potrei tirare ancora in ballo la natura umana, cui l’idea di un kamasutra delle libellule piace. Perché noi non facciamo che pensare al sesso, e facendolo maliziosamente ci divertiamo.







Il mal d'auto del cane

Secondo le stime ufficiali del Ministero della Sanità il 17% dei cani italiani soffre di mal d’auto, in Europa 1 su 6. Un problema comune, dunque, che affligge i nostri amici a quattro zampe. Ad essere più colpiti da questo noioso problema sono i cuccioli e i cani nei primi anni di vita. Alleviare o addirittura risolvere questo malessere è però possibile. In questa guida vi daremo alcuni consigli su come evitare il mal d’auto al vostro animale. Il mal d’auto (cinetosi) nei cani si manifesta con salivazione eccessiva, affanno, deglutizioni ripetute e stato di inquietudine, tutti sintomi che portano al vomito. A scatenare questo senso di nausea sono gli spostamenti inaspettati e innaturali procurati dalla macchina, che alterano i segnali percepiti dal cervello. Tutto questo provoca squilibrio e senso di disorientamento nell’animale che è portato a vomitare. Aiutare il nostro amico a quattro zampe a sentirsi meglio e apprezzare i viaggi in macchina è possibile.

 

CIBO E ACQUA - È consigliabile evitare di dare da mangiare o da bere al cane prima di un viaggio in auto, anche se di breve durata. Se avete in programma spostamenti con il vostro cucciolo, dategli da mangiare e da bere almeno 5 ore prima della partenza. A digiuno, il cane avrà infatti meno stimoli alla nausea e al vomito.

 

GUIDA TRANQUILLA E QUALCHE SOSTA - Guidare in modo regolare e a velocità moderata può aiutare il vostro cucciolo a sentirsi meno male. Cercate dunque di guidare il più dolcemente possibile, evitando frenate, curve ed accelerazioni improvvise. Tenere il finestrino leggermente aperto, inoltre, favorisce il circolo dell’aria pulita. Considerate, se il viaggio è lungo, alcune soste per far riprendere il cane.

 

ASSOCIARE IL VIAGGIO AD UNA ESPERIENZA POSITIVA - Sì, la psicologia funziona anche sui nostri amici cani. Se associamo il viaggio in macchina ad una esperienza positiva, il cane salirà più volentieri in auto e affronterà in maniera più rilassata il viaggio. Per prima cosa, portate un gioco o una coperta a lui cara, in auto. L’associazione a qualcosa di familiare sarà immediata. Dategli un piccolo snack poco prima di salire, per fargli capire che sull’automobile si possono fare anche cose piacevoli. Infine, durante le prime uscite in auto, fategli associare il viaggio ad una destinazione piacevole (non solo dal veterinario): portatelo ad esempio a fare una passeggiata o a giocare con altri cani.
Se il vostro cane non riesce proprio a superare il mal d’auto, ricordate che potete ricorre alla medicina, meglio se naturale. Esistono infatti rimedi naturali che alleviano il malessere dovuto all’auto dei nostri amici a quattro zampe.


10 consigli per viaggiare in auto con il cane

Il cane è sicuramente il miglior amico dell’uomo e lo seguirebbe ovunque, molto spesso però ci troviamo in condizione di doverlo trasportare con noi anche contro la sua volontà. Infatti se andiamo in vacanza, ovviamente, non possiamo abbandonare il cucciolo e tanto meno lasciarlo da solo. Ma allo stesso tempo il viaggio con un cane in auto può essere uno stress non da poco.

 

Questa guida si propone di darvi 10 consigli per viaggiare in auto con il vostro animale.

1. Ricordare che la sicurezza viene prima di tutto: il vostro cane dovrà viaggiare rinchiuso in una gabbia o su un apposito sedile onde evitare di arrecare disturbo al conducente dell’auto. L’acquisto di un seggiolino di sicurezza per cani sarà più sicuro e confortevole per l’animale.
 

2. Se per i bambini il sonno durante il viaggio è consigliato, lo stesso vale per i cani. Fate in modo che il vostro amico possa dormire tranquillo durante il viaggio dedicandogli una parte di sedile. La maggior parte dei cani necessitano di dormire in modo corretto per far fronte alla cinetosi.
 

3. Se il vostro animale soffre di mal d’auto, prima di viaggiare rivolgetevi al vostro veterinario per chiedere dei consigli su come evitare questo problema. In ogni caso, come suggerito nella prima parte dell’articolo, cercate di non dargli da mangiare subito prima di partire in modo che non possa lasciarvi dei ricordini poco piacevoli in auto.
 

4. I cani sono degli animali giocherelloni e non riescono a smettere di esserlo neanche durante il viaggio. Fate quindi in modo che il vostro cane possa giocare anche in auto, acquistando dei giochini appositi. Non prendete nulla di troppo impegnativo, anche perché qualcosa di rumoroso può distrarre l’autista.
 

5. Installare una griglia o una rete di filo per impedire al vostro cane di saltare da una parte all’altra dell’abitacolo. La maggior parte delle auto hanno già una griglia di filo pre-installata. Rivolgetevi comunque ad un negozio per animali per acquistarne una apposita.
 

6. Acquistate una cintura di sicurezza per tenere fermo il vostro animale domestico. Queste cinture garantiscono, specie in caso di incidente, che il cane non venga sbalzato in avanti, tutelando la sua incolumità. La cosa importante è che sia a norma di legge e montata secondo le istruzioni.
 

7. Essere consapevoli di quanto velocemente un cane può avere un colpo di calore in una macchina parcheggiata. Per questo motivo non lasciarlo mai incustodito in auto nelle giornate calde per un certo periodo di tempo. Anche durante il viaggio è consigliabile tenere l’aria condizionata accesa e rinfrescargli il muso con dell’acqua fresca.
 

8. Fermatevi ad intervalli regolari per fargli fare una passeggiata veloce, in questo modo il vostro cane potrà fare i suoi bisogni. Ma non solo, brevi passeggiate serviranno anche a sgranchirgli le zampe. Ricordatevi sempre che quando ci si ferma in strada, il cane deve essere al guinzaglio per la sua sicurezza.
 

9. Anche se nei film si vede spesso l’immagine dei cani con la testa fuori dal finestrino che si godono il vento in faccia, è sconsigliato far affacciare il cane fuori dall’auto. Infatti i cani non hanno un comportamento razionale e potrebbero buttarsi fuori dall’auto.
 

10. L’ultimo consiglio è quello di aiutare il vostro cane a superare lo stress del viaggio. Fatelo abituare pian piano, non sottoponendolo immediatamente ad un viaggio molto lungo. È importante fare una passo alla volta, partendo con dei viaggi di qualche ora.

 


E se avete un gatto con il mal d’auto?

Anche i gatti possono soffrire di chinetosi. Come comportarsi quindi per fare in modo che il viaggio sia tranquillo anche per il nostro micio? Ecco qualche consiglio:

 

- Per abituare il gatto all’automobile può essere utile fare alcuni viaggi di prova brevi, allungando progressivamente i tempi del percorso. Il trasportino può essere attrezzato con alcuni giochini (evitate oggetti masticabili che potrebbero creare problemi di digestione), coperto e posizionato sul sedile anteriore;

- non date da mangiare al gatto nelle 6-8 ore che precedono il viaggio. Se questo è molto lungo, si possono dare piccoli pasti con cibo secco. Non esagerate con l’acqua, sia prima che durante il viaggio;

- di tanto in tanto bagnate il muso e la fronte dell’animale per rinfrescarlo;

- evitate manovre brusche e fate soste frequenti, facendo uscire il gatto, se possibile, dal trasportino;

assicurate un’areazione adeguata dell’auto.







Come proteggerli dalla neve

La stagione invernale presenta dei rischi anche per i nostri cani. In maniera particolare, l’arrivo della neve e del gelo può mettere a rischio la loro incolumità, la loro salute e, soprattutto, le loro zampe. Tuttavia, i cani che sperimentano la neve per la prima volta possono lasciarsi inebriare dal mondo incontaminato che gli si prospetta davanti, esponendo le proprie zampe al contatto prolungato con il gelo. Un buon compagno umano dovrebbe quindi sapere intervenire per tempo in caso di tagli ed abrasioni e prodigarsi per proteggere i polpastrelli del proprio amico a quattro zampe. Ecco qui una guida utile sul come proteggere le zampe dei cani sulla neve.

 

Come  prima  regola,  occorre  precisare  che  la passeggiata tra la neve non dev’essere obbligatoria per il cane. Esistono individui, cuccioli o adulti, che non amano la sensazione di umido sul pelo e che rifuggono dal contatto con il manto nevoso. In questo caso, la migliore cosa che possiamo fare è tenere sgombro il giardino, rimuovendo la neve che vi si è depositata, così da offrire al cane una superficie più asciutta dove poter passeggiare. Limitiamoci a spalare via il manto nevoso, senza usare il sale che potrebbe essere ingerito dal cane o formare dei cumuli dolorosi lungo le linee dei polpastrelli, se il nostro amico vi camminasse sopra.


Lungo le strade, come si diceva, è comune, d’inverno, trovare sale sparso in abbondanza. La presenza di tale sostanza, del tutto innocua per gli uomini, può rappresentare una minaccia per il cane. I singoli cristalli, infatti, possono irritare le sue zampe e, addirittura, arrivare a ferirle, in particolar modo in corrispondenza dei cuscinetti adiposi che consentono al cane stesso di appoggiarsi al suolo. Per ridurre al minimo tali rischi è bene pulire con accuratezza le zampe del cane immediatamente dopo ogni passeggiata all’aperto. Nel caso non disponessimo di un giardino privato, possiamo sfruttare i marciapiedi sgomberati dalla neve per farlo camminare. Per ridurre al minimo tali rischi è bene pulire con accuratezza le zampe del cane immediatamente dopo ogni passeggiata all’aperto. Che dire poi delle sostanze chimiche antighiaccio?  Potenzialmente  rappresentano  un  serio  rischio per fido. Possono infatti produrre irritazioni, ulcere e reazioni  allergiche  di  seria  entità.  È  assolutamente  consigliabile, dunque, prestare la massima attenzione affinché il cane non le calpesti. Una volta a casa, però, preoccupiamoci di lavare con acqua tiepida le zampe del nostro animale per rimuovere eventuali granelli di sale e detriti stradali. Ovviamente, al termine dell’operazione, asciugheremo con delicatezza le zone bagnate per evitare l’insorgere di dermatiti.

Per contrastare i disagi provocati dal gelo sulle zampe del cane, è anche buona regola procedere con una regolare pedicure, accorciando le unghie dell’animale ed eliminando il pelo lungo tra i polpastrelli. Le unghie curate offriranno una migliore superficie di appoggio sulle le zone gelate e non costringeranno il cane a camminare come se fosse sui tacchi, compromettendone l’equilibrio. La pelliccia del nostro amico, invece, se trascurata corre il rischio di bagnarsi e gelarsi, diventando una massa solida in grado di ferire le zampe.

Una volta completata la pedicure, potremo portare il nostro cane sulla neve e lasciarlo libero di sperimentarne il contatto. Animali anziani, particolarmente sensibili al freddo o con problemi di circolazione dovrebbero essere abituati ad indossare una mantellina impermeabile che li protegga dal gelo ed esposti al rigore dell’inverno per poco tempo, prediligendo  lo  svolgimento  di  passeggiate  e  giochi  in  luoghi protetti, durante le ore più calde della giornata. Per i cani di piccola e media taglia esistono inoltre delle particolari scarpette che evitano il contatto con la superficie gelata di strade e aiuole. Non tutti i cani però gradiscono indossare delle protezioni e non è giusto obbligarli a usare mantelline e calzature se gli indumenti causano disagio.
 







Il cane

IL MIGLIOR AMICO DA 100 MILA ANNI CI CAPISCE MEGLIO DI CHIUNQUE ALTRO E LA SCIENZA SPIEGA PERCHÈ

Si dice che “ il cane è il migliore amico dell’uomo”. Ebbene, oggi non si tratta più di un luogo comune, ma di un dato scientifico. Alla fine del 2007 sono cominciati ad arrivare i primi risultati degli studi condotti sul genoma del cane domestico, la cui sequenza è stata completata nel 2005.
 

CHE COS’È IL GENOMA?
Sono i geni che costituiscono un organismo. In altre parole, sono le istruzioni scritte nelle cellule che determinano le caratteristiche di un essere vivente, uomo o animale. La scoperta del genoma ha portato alla nascita della genomica, un ramo della scienza che si dedica all’analisi comparativa del genoma di vari organismi.

Le scoperte interessano campi diversi. Noi e i cani abbiamo molto in comune, malattie incluse. Il cane è la specie domestica che condivide con l’uomo il più alto numero di malattie ereditarie e genetiche: ben 360! La ricerca genetica sul cane, più facile di quella sull’uomo, può aiutare a comprendere e curare meglio alcune gravi malattie, come il  cancro,  che  affliggono  tanto  noi  quanto  i  nostri  fedeli quattrozampe. Lo studioso statunitense Matthew Breen, per esempio, sta cercando di individuare nei cani i geni associati allo sviluppo del linfoma non-Hodgkins, un tumore maligno dei vasi linfatici che in Italia colpisce 20 persone ogni 100 mila e che nel 2020 sarà la neoplasia più diffusa al mondo.


Prima era lupo?
Il codice genetico del cane (Canis familiaris) differisce da quello del lupo (Canis lupus) solo per lo 0,04 per cento. Le analisi del Dna mostrano che il cane si è separato dal lupo tra 100 mila e 130 mila anni fa. Un tempo si pensava che  fosse  stato  addomesticato  tra  i  14  mila  e  i  12  mila anni fa, per via dei più antichi reperti archeologici (vedi disegno). Le ricerche sul Dna del cane hanno dimostrato, invece, che il processo di domesticazione è avvenuto a più riprese, a partire da circa 100 mila anni fa, in piena epoca paleolitica. Il cane è stato senza dubbio il primo amico dell’uomo. Inoltre una recentissima ricerca di Julia Riedel e Michael Tomasello su Animai Behaviour dimostra che la capacità del cane di comprendere i nostri gesti meglio di altri animali è già presente nei cuccioli di poche settimane di vita, ma è assente nei lupi. Le basi della straordinaria abilità a “leggere” il nostro comportamento sono, quindi, ereditarie e sono l’effetto evolutivo della lunghissima convivenza con l’uomo. Da oggi, potete sospirare «Nessuno mi capisce quanto il mio cane!», in tutta tranquillità: chi può darvi torto?

 







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