In bicicletta tra le isole della laguna di Venezia

L’itinerario qui proposto non è propriamente un percorso ufficiale del gusto, una delle varie vie dei vini o dei sapori che innervano il nostro Triveneto. Ve lo proponiamo perché è ormai riconosciuto come un tragitto classico per ciclo-escursionisti che fa conoscere un territorio molto particolare...

 

Lo strettissimo lembo di terra sospeso tra terra e acqua, tra mare e laguna, che dischiude bellezze naturali, paesaggiste e storiche uniche. Per pedalare lungo le isole della laguna di Venezia si devono utilizzare vari traghetti (ferry-boat) sia per giungere al Lido che per portarsi a Pellestrina e anche per raggiungere Chioggia, nell’estremità meridionale della laguna. Dall’alto della sella osserveremo il centro del Lido con le sue ville liberty, le belle spiagge — la cui qualitàè comprovata dall’assegnazione della Bandiera Blu — e i murazzi, opere di difesa a mare costruite dalla Serenissima per proteggere il litorale dalle mareggiate. Pedalando a fianco degli antichi orti e delle carciofere della Serenissima a Malamocco arriveremo nel piccolo centro che è stato l’antica capitale del Dogado e che conserva importanti vestigia del passato come il Palazzo pretorio e la chiesa di Santa Maria Assunta. Poi si giunge presso gli Alberoni — qui è ancora praticata la mitilicoltura, i famosi peoci— dove si trova una notevole oasi naturalistica. Quindi transiteremo nei pittoreschi borghi pescherecci di San Pietro in Volta, Portosecco, Pellestrina, dove stazionano centinaia di imbarcazioni da pesca che creano un’atmosfera unica, magica, quasi ferma nel tempo, tra reti da pesca, casoni e i riflessi nelle placide acque lagunari.
Quindi si giunge al traghetto per Chioggia, non senzacompiere una breve escursione presso la straordinaria Oasi faunistica di Ca’ Roman. E giunti nellacittadina delle baruffegoldoniane, assaggeremo il locale radicchio di Chioggia Igp o rosa di Chioggia.
 

Km 0.Si arriva da Venezia con il ferry-boat dal terminal automobilistico del Tronchetto (linea 17) che in 30 minuti ci porta a San Nicolò del Lido; in alternativa — provenendo dal litorale nord di Desolo e Cavallino — si può prendere un passaggio in motonave (linea 14, trasporto bici in numero limitato e previa autorizzazione del comandante) da Punta Sabbioni fino a Lido-Santa Maria Elisabetta. Scesi dal traghetto ci si trova a pochi passi dall’antica abbaziae dalla chiesa di San Nicolò, che si possono raggiungere con una deviazione a sinistra di un centinaio di metri; quindi dall’imbarcadero si procede verso destra su strada a traffico promiscuo lungo riviera San Nicolò sul fronte laguna e si transita davanti al grande tempio votivo per commemorare i caduti della prima guerra mondiale. Quindi al km 1,3 — giunti nel piazzale Santa Maria Elisabetta, che è il principale punto di imbarco dei vaporetti che provengono dal centro storico — alla rotonda si gira a sinistra e s’imbocca il Gran Viale Santa Maria Elisabetta che attraversa longitudinalmente l’isola.

Ci si trova nel cuore del centro abitato: al km 1,6 possiamo notare alla nostra destra l’imponente mole dell’ex Hotel Hungaria, dalla caratteristica facciata in maioliche policrome e dall’atmosfera liberty, stile che del resto si ritrova in moltissime abitazioni e villedell’isola. Al km 2,0 il Gran Viale porta a una rotonda sul fronte mare, davanti alle morbide spiagge adriatiche, quindi si gira a destra e si prosegue pedalando davanti all’imponente Hotel Des Bains, uno dei principali fulcri del turismo d’élite a cavallo tra Ottocento e Novecento, periodo in cui al Lido arrivava il jet set internazionale e si respirava un clima da dolce vita ante litteram.

Si prosegue sempre dritti per il lungomare Guglielmo Marconi, notando sulla sinistra gli ingressi alle singole spiagge, contraddistinte dalla presenza delle capanne, cioè grandi cabine con veranda e tenda dai colori diversi per stabilimento di appartenenza. È prudente adottare un’andatura moderata, sia per l’andirivieni di bagnanti durante la stagione estiva che per le radici degli alberi che hanno smosso l’asfalto. Al km 3,2 si transita davanti alla costruzione del Casinò, ora chiuso, e del Palazzo del cinema— dove ogni anno si svolge la celebre Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia; sul lato opposto, quello sinistro, si staglia invece la mole dell’Hotel Excelsior, in stile moresco, altra chicca dell’offerta turistica di lusso. Si prosegue per il lungomare Guglielmo Marconi, che si abbandona al km 4,3 quando la strada piega nettamente a destra: noi invece proseguiamo dritti attraverso uno stretto ma breve passaggio sterrato e continuiamo lungo il mare, che ora sovrasteremo in maniera decisa grazie a unapiacevole pedalata sui murazzi, la poderosa fortificazione in pietra d’Istria che la Repubblica di Venezia eresse per proteggere il Lido dalle furiose mareggiate e che nei secoli successivi è stata ripetutamente rinforzata. Ci si gode la vista dell’azzurro Mare Adriatico ricamato da innumerevoli pennelli frangiflutti transitando su un percorso un pò stretto (fate attenzione quando incrociate altri ciclisti o pedoni...) dal fondo in cemento. Nascosti dai rovi, sulla destra, occhi esperti potranno individuare ancora vecchi bunker costruiti durante la seconda guerra mondiale. Al km 7,4 appare la vecchia struttura del Forte di Malamocco— una delle numerose fortificazioni presenti nelle isole lagunari - quindi poco dopo - al km 7,8 - si scende attraverso una stradina sterrata a destra e si prosegue per via del Forte, poi a sinistra si sorpassa il pittoresco ponte di Borgo e al km 8,5 si entra nell’incantato centro storico di Malamocco.
Si tratta dell’antica Metamaucum, uno degli insediamenti più antichi della laguna e capitale del Dogado di Venezia nell’VIII e IX secolo, caratterizzata da calli, campielli, case colorate, antiche vere da pozzo, stemmi araldici e palazzotti - come il cinquecentesco Ca’ del Borgo— che la fanno assomigliare a una piccola Venezia. Da ammirare anche il quattrocentesco  Palazzo Pretorio e la chiesa di Santa Maria Assunta, del XII secolo e successivamente rimaneggiata.

Km 10.Al km 8,7 si giunge sul fronte della laguna e ora si pedala, su strada abbastanza stretta e a traffico promiscuo, in direzione Alberoni, con splendido affaccio sulle placide acque lagunari punteggiate da isolette, tra cui spicca quella di Poveglia con il suo aguzzo campanile. Dopo essere transitati davanti a due istituti di cura, al km 11,6 si gira nettamente a sinistra entrando nel piccolo abitato degli Alberoni, quindi dopo 200 metri si svolta a destra dirigendosi verso l’imbarco del ferry-boat che porta all’isola di Pellestrina. Si passa davanti alla piccola chiesa degli Alberoni, poi non si oltrepassa l’ampio ponte che conduce verso il prestigioso Golf Club Alberoni (uno dei più antichi d’Italia), ma ci si tiene sulla destra per Strada della Droma. Torniamo ad affacciarci in laguna, su pista ciclabile selciata, passando davanti ad alcuni pittoreschi esempi di case su palafitta; al km 13,0 si giunge all’imbarco. Siamo nei pressi dell’importante Oasi delle dune degli Alberoni (www.dunealberoni.it),  gestita dal WWF, caratterizzata dalla presenza di una folta pinetae di un vasto sistema di dune, alcune molto elevate, tra i meglio conservati dell’alto Adriatico. Ci si imbarca sul ferryboat che attraversa la bocca di porto e in una decina di minuti si giunge a Santa Maria del Mare: l’abbondante segnaletica indica che ci troviamo sulla Ciclovia delle isole di Venezia - E5. Si prosegue pedalando a Pilo d’acqua, poi al km 14,2 si abbandona la strada principale e si gira a destra per la carrizza da Belvedere in direzione del Forte di San Pietro in Volta, fortificazione austriaca costruita nei primi dell’Ottocento.
Subito dopo si giunge a lambire le acque della laguna: siamo nell’abitato di San Pietro in Volta e inizia una piacevole pedalata sulla riva a fianco dei numerosissimi pescherecci ormeggiati. Al km 15,2 appare la facciata neoclassica della chiesa parrocchiale— che all’interno conserva numerosi
affreschi, un bel pulpito e un prezioso organo — circondata da tipiche case molto basse e variopinte. Si transita poi per il borgo di Portosecco e accanto alla chiesa di Santo Stefano, quindi al km 16,5 si abbandona la strada asfaltata — che piega a sinistra — proseguendo dritti su sterrato, comunque  scorrevole,  sempre  a  fianco  della  laguna,  con molti casoni da pescache si ergono a poche decine di metri dalla riva. Al km 18,6 si deve aggirare il grande cantiere navale De Poli piegando a sinistra e abbandonando la laguna: dopo 100 metri si giunge sulla strada principale, la strada comunale dei Murazzi, da dove comincia anche una breve pista ciclabile bidirezionale. Quindi al km 19,1 la pista ciclabile finisce e si gira a destra per tornare sul bordo della laguna: ricompaiono i pescherecci, si pedala ancora tra casette basse, con molte lenzuola appese alle finestre, su fondo selciato. Ci troviamo a Pellestrina, paese allungato e diviso in quattro sestieri: al km 19,8 transitiamo davanti all’unica farmacia dell’isola. Interessante anche il Piccolo museo della laguna sud— nei locali dell’ex scuola elementare — che concentra l’attenzione sulla storia delle opere di difesa dell’isola e sulla tradizione del merletto a tombolo. Quindi al km 20,9 transitiamo davanti al settecentesco Tempio votivo— che contiene una bella immagine della Vergine e una pala d’altare attribuita al Piazzetta — e al km 21,7 eccoci davanti al Duomo arcipretale di Ognissanti. Qui si svolta a sinistra e poi subito a destra, tornando a pedalare sotto i murazzi finché non si raggiunge, al km 22,2, l’imbarco del traghetto per Chioggia (mezz’ora di tragitto). Prima di salire in ferry-boat consigliamo però di proseguire lungo uno spettacolare percorso di un paio di chilometri (solo andata) stretto tra i murazzi e la laguna (essendo un po’ esposto, è indicato per i ciclisti più esperti). Ci fa giungere fino alla magnifica Oasi di Ca’ Roman— gestita dalla Lega italiana protezione uccelli —, situata sulla punta estrema dell’isola, di fronte alla cittadina di Chioggia, un ambiente integro dalla straordinaria ricchezza faunistica.
In alternativa, giunti a Pellestrina sí può percorrere il tragitto a ritroso e tornare a Venezia.
A voi la scelta.

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