Red Canzian

ENTUSIASMO E OTTIMISMO
Crede in quello che fa. Ci ha sempre, entusiasticamente, creduto Red Canzian, preso come non mai a rifinire i suoi progetti, in cantiere da tempo.
E' già storia di ieri il suo secondo disco solista “L’istinto e le stelle” (Blu notte/Artist First) - 12 canzoni inedite accompagnate da un dvd docufilm e un booklet  di 72 pagine-, uscito tre mesi fa con positivi riscontri nelle vendite. Ora il bassista trevigiano ha ipotecato i prossimi mesi per i preparativi del cinquantennale dei Pooh.

“Nel 2016 - confida Red - ci sarà un grande tour e un grande evento che racconterà, con merito, la storia dei Pooh. Non posso anticipare nulla,  perché nulla è stato ancora stabilito. Nel grande evento ci sta tutto: gli ospiti, gli amici, le sorprese. Immaginare ora cosa avverrà è francamente impossibile. Sarà comunque il degno festeggiamento di un traguardo importante”.
 

Te lo saresti aspettato? Ci avrebbero scommesso Dodi (Battaglia) e Roby (Facchinetti)?
“No. E nemmeno loro. Il risultato però ci sta tutto.
 

Avete attraversato generazioni, gusti e periodi musicali ben distinti. Del vostro periodo siete rimasti ormai solo voi. Come mai?
“Forse perché siamo stati sempre un po’ fuori dalle mode o le abbiamo anticipate. Non ci siamo mai fatti prendere in contropiede:eravamo sempre aggiornati anche sulle novità tecnologiche. Siamo sempre stati molto free, non ci siamo mai preoccupati di piacere. La sintonia con il nostro pubblico non è mai venuta meno. Anzi si è alimenta canzone dopo canzone”.
 

 

Come va il tuo disco?
“Quando arrivano notizie di ristampa, vuol dire che va bene. Sono molto più che soddisfatto; ho sentito commenti positivi mai avuti con i Pooh. È un disco molto ‘mio’, penso venderà nel tempo perché non ha età; ritengo sia trasversale”.
 

Treviso: non manchi mai occasione per ricordare le tue origini…
“La Marca trevigiana è la mia terra e la amo a prescindere. È stato così anche quando non c’erano assonanze politiche (nel senso etimologico della parola e nel suo valore più alto) con i miei ideali. Ci sono state state fasi alterne e Treviso, come d’altronde tutto il Veneto, deve poter ‘parlare’ di più, meritare di più. Ci sono state mani selvagge che non hanno avuto tatto con questa terra, che sono state rudi con il suo ambiente, tenere invece con il dio denaro. Il risultato è sotto i nostri occhi. Nutro ancora fiducia verso una classe politica e imprenditoriale  illuminate. L’ottimismo non deve mai venire meno.
 

È noto il tuo essere vegano.
“Ci sono arrivato per gradi. Vegano è una parola abbastanza impegnativa e dif ficile. Se si segue ortodossamente non si dovrebbe usare, per esempio, la lana. Pecco su questo punto, ma per il resto sono serio e rispettoso: non mi nutro affatto di prodotti di derivazione animale. Rispetto me stesso e gli animali. Chiara, mia figlia, è vegetariana e mangia uova e formaggio; Bea, mia moglie, è vegana con me e in sintonia con suo figlio Phil. Sono democratico e ritengo che la libertà, sotto qualsiasi forma, sia fondamentale.
 

La canzone della vita?
Yesterday. Interpretandola ho vinto il mio primo festival e mi ha portato ad essere, artisticamente, quello che sono.

R. Cesarano







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