Sport: come modifica il nostro corpo

Una  definizione  restrittiva, ma molto salutista di sport è “qualunque  attività  che  migliora  significativamente  le caratteristiche  fisiologiche dell’individuo“. Il termine “caratteristiche  fisiologiche”  è volutamente vago per dare la massima estensione salutista.

Esistono sport che in base a tale definizione non possono essere considerati tali, altri che sono al limite e dipendono dall’interpretazione soggettiva. Si pensi al golf, al tiro a segno,  ai  tuffi  o  a  tutti  quegli  sport  in  cui  la componente tecnica è predominante. Gli appassionati di questi sport sicuramente non saranno d’accordo, ma per convincerli basta eseguire un’analisi del sangue dell’atleta: è praticamenteimpossibile  distinguerla  da  quella  di  un  sedentario.  Peraltri sport la situazione è più sfumata e dipende da come lo sport viene interpretato. Un portiere di una squadra di calcio può fare sport o meno a seconda dell’impegno individuale  che  infonde  negli  allenamenti:  in  teoria,  se  ha molta classe, potrebbe limitare al minimo la parte atletica e quindi non aver nessun beneficio salutistico. La stessa situazione si ha per tutti coloro che fanno sport a livello amatoriale: se il livello non è sufficientemente intenso, fisiologicamente non si ha nessuna modificazione e quindi nessun beneficio.
Il concetto è proprio questo: fare sport non vuol dire muoversi o passare ore in palestra o sul campo. Fare sport vuol dire migliorare la propria situazione salutista. L’indicatore della nostra pratica sportiva non è pertanto il tempo che dedichiamo, ma la variazione del nostro corpo sotto lo stimolo allenante: se nulla varia, possiamo solo illuderci di fare sport.

 

Vediamo pertanto in dettaglio cosa lo sport può modificare.
Peso – L’attività fisica dovrebbe favorire la diminuzione del peso corporeo. Il condizionale è d’obbligo perché spesso viene impiegata come alibi per supportare un’alimentazione non ottimale. Se il soggetto non è magro l’attività praticata non apporta nessun beneficio salutista, anzi spesso nei  soggetti  sovrappeso  un’intensa  attività  sportiva  può essere controproducente. Una pratica sportiva ottimale e una sana alimentazione mantengono i livelli dei trigliceridi inferiori a 100 mg/dl.
 

Frequenza cardiaca a riposo – Se il volume del cuore aumenta per stimoli di potenza (aumento delle pareti cardiache) o di resistenza (aumento del volume cardiaco), a riposo il cuore farà meno fatica a supportare le esigenze del corpo e la frequenza cardiaca diminuirà. Una frequenza cardiaca a riposo inferiore alle 60 pulsazioni al secondo è una naturale conseguenza di un allenamento in un soggetto normale (cioè che già di per sé non sia bradicardico).
 

Muscolatura – Come per il peso anche la muscolatura è un indicatore che deve modificarsi in presenza di un’attività salutista; la variazione può essere globale o parziale (per esempio solo gli arti inferiori). Per la reale valutazione della muscolatura occorre anche tener conto della percentuale di massa grassa del soggetto: l’atleta non deve apparire grosso solo perché il grasso in eccesso ha gonfiato la muscolatura.
 

Pressione arteriosa  –  Sicuramente  avere  una  pressione alta  è  tipico  di  un’attività  sportiva  non  ottimale.  Se  esistono altri fattori che possono mascherare i benefici dello sport, è pur vero che l’ipertensione negli sportivi si riscontra spesso per errori nella pratica sportiva. I più comuni sono un’attività troppo blanda (il soggetto resta sostanzialmente un sedentario) o, al contrario, troppo stressante (la qualità prevale nettamente sulla quantità).
 

Colesterolo HDL  –  Anche  se  alcuni  sostengono  che  lo sport diminuisca il colesterolo totale, in realtà aumenta il colesterolo  HDL  (quello  buono)  e  quindi  riduce  il  rischio cardiovascolare  (colesterolo  totale/colesterolo  HDL);  se  il colesterolo HDL è troppo basso (inferiore a 40-50 mg/dl) l’attività sportiva non è servita allo scopo.
 

Glicemia – Una pratica sportiva regolare e sufficientemente intensa abbassa la glicemia sotto i 100 mg/dl, spesso sotto i 90 mg/dl. Ovviamente la glicemia è influenzata anche dall’alimentazione e da altri fattori, ma è rarissimo trovare un vero atleta con la glicemia alta.
 

MCV – È il volume globulare medio: negli sport aerobici il corpo aumenta le dimensioni dei globuli rossi per trasportare meglio l’ossigeno. Valori tipici sono superiori a 90 fl.

Attenzione che anche condizioni patologiche (come il fumo o l’alcol) possono farlo variare in tal senso. Non  limitatevi  a  riscontrare  che  “qualche”  parametro  è sportivamente corretto; il vostro obiettivo è di renderli tutti corretti.







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