Isola di San Giorgio Maggiore

Il LABIRINTO DI BORGES

In occasione del 25° anniversario della morte di Jorge Louis Borges, rinomato scrittore argentino, è stato recentemente aperto al pubblico il suntuoso Labirinto Borges, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, ricostruzione dettagliata del giardino-labirinto che l’architetto Randoll Coate progettò in suo onore negli anni ’80.


Si tratta di un ampio giardino di 2300 metri quadri che sorge nel cortile della Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, allo scopo di ricreare un “terzo chiostro”.
La Fondazione Giorgio Cini è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus) istituita dal conte Vittorio Cini in memoria del figlio Giorgio, morto a soli trent’anni in un incidente aereo. Costituita il 20 aprile 1951, la fondazione è un centro d’arte e di cultura con lo «scopo di promuovere il ripristino del complesso monumentale dell’isola di San Giorgio Maggiore e di favorire la costituzione e lo sviluppo nel territorio di essa di istituzioni educative, sociali, culturali ed artistiche, occorrendo in collaborazione con quelle cittadine già esistenti».

La piccola isola di fronte a piazza San Marco era infatti gravemente degradata da quasi centocinquant’anni di occupazione militare; gli interventi di ripristino e bonifica attuati dalla fondazione hanno consentito di reinserirla nella vita di Venezia e di farne un centro internazionale di attività culturali.
Ispirato a “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, uno dei racconti più significativi di Borges, il giardino è composto da 3.250 piante di bosso che riproducono il nome del poeta, come se fosse scritto sulle pagine di un enorme libro aperto.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla seconda moglie dello scrittore, Marìa Kodama. Uno degli aspetti più interessanti è l’omaggio che si è voluto fare alla sua cecità:  gli ipovedenti potranno infatti leggere un suo racconto realizzato in braille e inciso su un corrimano che verrà installato all’interno del giardino aiutando i ciechi a orientarsi tra i vicoli di bosso. Una guida verso l’uscita pensata per chi non vede; condizione che il poeta conobbe negli anni ’50 ma che ha saputo trasformare in senso creativo, rendendola metafora di vita.

 


Lo scopo del progetto è quello di creare un giardino in memoria dello scrittore realizzando uno spazio pieno di significati spirituali, per avvicinare il pubblico al mondo di Borges. I visitatori percorreranno 1150 metri, che si presentano come un libro aperto cosparso di oggetti che raffigurano simboli cari a Borges: un bastone, degli specchi, una clessidra, sabbia, una tigre ed un enorme punto di domanda. Potranno così perdersi realmente in un’opera d’arte letteraria!
Il Labirinto Borges è opera permanente alla Fondazione Cini, che utilizzerà questo spazio per la programmazione pluriennale di eventi culturali di varia natura.







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