CES 2016 Las Vegas

Novità e curiosità tecnologiche per tutti

La manifestazione, chiusa lo scorso 9 gennaio, trova la sua sintesi migliore nelle pagine della rivista Popular Science: «Per qualche giorno, la città del peccato si trasforma nel luogo più nerd della Terra». Slot e roulette dei casinò girano a un volume meno esagerato; vecchie e nuove glorie della musica, persino i deejay più blasonati, fanno le valige da club e teatri per lasciare spazio a droni, visori per la realtà virtuale, stampanti 3D, braccialetti e sensori di ogni taglia. Poteri e prodigi del Ces, la fiera dedicata alla tecnologia numero uno al mondo, che ogni anno attira 150 mila persone a Las Vegas per declinare tutte le possibili anteprime del futuro. Un appuntamento che cresce per espositori – sono stati 3.600 contro i 3.200 del 2015 – e dimensioni, anno dopo anno: siamo a quota oltre 222 mila metri quadri. La cura della persona, del suo benessere e dei suoi svaghi è il tema più caldo di tutta la zona “Internet of Things”. Ecco una rassegna di tutti i prodotti più curiosi. La tecnologia ci migliora davvero la vita? A volte sì, ci aiuta molto, altre volte il dubbio ci assale.

 

Le scarpe da discoteca
In un angolino di stand, un giovanissimo giapponese mostra Orphe, la sua invenzione: si tratta di un paio di scarpe dalla suola traslucida ripiene di led colorati che continuano a cambiare tinta. I colori sono “programmabili” e per queste scarpe è anche disponibile una serie di API che permettono agli sviluppatori di pensare a tutte le applicazioni possibili. Per esempio, sarebbe possibile far accendere le scarpe in caso di chiamata o di messaggio in ingresso, magari anche con colori diversi a seconda del chiamante. Le scarpe sono comandate da un file MIDI, un formato di certo datato, ma ancora utilizzatissimo nel mondo della produzione musicale. L’applicazione ideale delle scarpe Orphe, nell’idea del suo creatore, è proprio quella di accompagnare artisti e performer nelle loro esibizioni, a tempo di musica.

 

Dedicato a chi russa
Breez Tech è una società specializzata in produzione di cuscini che ha realizzato un modello smart. Innanzitutto si tratta di un cuscino connesso via Bluetooth da cui è possibile mandare in streaming qualche dolce musichetta (grazie agli speaker inseriti nel cuscino) prima di dormire.
Il cuscino contiene anche un rilevatore di rumore, capace di capire quando il dormiente inizia a russare: a quel punto via con una leggera virbratina, quanto basta per spingere il “russatore” a cambiare posizione e interrompere la fastidiosa pratica.
Se e quando arriverà sul mercato italiano, si prevede diventi uno dei regali di Natale più gettonati dalle mogli ai mariti ignari disturbatori notturni...
Con il dispenser connesso, le pastiglie non si scordano più.
Sembra un normale porta pillole. Ma questo Liif della società Tricella è molto di più. I sette cassettini con le pastiglie corrispondono a un giorno della settimana e sono dotati di un sensore di apertura e chiusura che quindi da riscontro sullo smartphone del fatto che la pastiglia sia stata presa o meno.
Liif, che si collega allo smartphone via Bluetooth, può essere utilizzato si per le proprie pillole, sia per quelle di una persona terza, per esempio un anziano. Nel caso in cui il paziente “remoto” - come per esempio nel caso di una nonna - si dimentichi di prendere la pastiglia, la app di Liif riceve le notifiche del fatto che apparentemente è stata saltata una terapia. A quel punto l’utente può decidere di mandare un messaggio vocale o addirittura video al proprio “assistito”, ricordando la dimenticanza e rimediando per tempo.

 

Una pianta ci salverà: il vaso purificatore d’aria
Questa la novità di una startup italiana (Laboratori Fabrici): si tratta di Clairy, un vaso in grado di purificare l’aria utilizzando come filtro per abbattere allergeni e inquinanti una pianta. In pratica, grazie alla particolare conformazione, Clairy forza l’aria a passare attraverso il substrato di terreno in cui la pianta vive, permettendo una buona salute della pianta stessa e soprattutto - ci dicono che sia scientificamente dimostrato - la rimozione dall’aria della maggior parte degli inquinanti, che vengono trattenuti e “metabolizzati” dalla pianta stessa, che diventa di fatto un filtro attivo. Il vaso smart comunica anche allo smartphone i dati sull’aria di casa (radunati in un indicatore sintetico di qualità), in modo che l’utente possa verificarne lo stato e l’effettivo abbattimento degli inquinanti. I ragazzi di Pordenone stanno cercando un investitore che li aiuti a scalare sulle quantità: che qualcuno si faccia avanti...

 

Il cucchiaino e la forchetta per le persone affette da tremore alla mano
Per le persone affette da tremore alla mano e all’arto, anche andare a mangiare al ristorante può diventare un problema: il cibo cade dalla forchetta o dal cucchiaio. Per risolvere il problema ci ha pensato Gyenno, cucchiaio servocomandato, una specie di “steadycam” delle posate, proveniente - ironia della sorte - proprio dal Giappone, che va ancora a bacchette... Il cucchiaio risponde velocemente a ogni vibrazione con un movimento uguale e contrario, stabilizzando la parte con gli alimenti. Innovazione intelligente.

 

Basta mano davanti alla bocca per sentirsi l’alito: ora te lo giudica Breathometer
Preoccupati per i rischi di alito cattivo? Beh, prima di uscire di casa un bel colpetto di Breathometer Mint per conoscere tutto sul proprio fiato, componente chimica per componente chimica, determinando anche le eventuali cause di un’alitosi e impostando una valida correzione. Un giocattolino niente male che è stato notato (e ingaggiato) anche da Philips, che l’ha inserito nella sua linea di cura dei denti.

 

Una macchinetta ti dice se stai davvero consumando i grassi
In tanti fanno attività fisica per smaltire la “pancetta” . Ma non tutti sanno che solo certi tipi di attività fanno veramente bruciare i grassi; per non parlare delle diete imperfette. Per sapere per certo se la ginnastica o la dieta che si sta facendo avrà veramente un influsso positivo sulla prova costume basta fare un veloce test con Levl: un apparecchio analizzatore che calcola la quantità di acetone nel fiato. Infatti, se nel fisico si innesta il meccanismo di consumo dei grassi, si innalzano immediatamente i livelli di acetone, che si rispecchiano anche nel respiro. Basta quindi respirare in una delle provette e reinserirla: Lelv poco dopo dà il suo responso. Da 1 a 3 così così, da 4 in su si sta consumando una buona quantità di grassi.

 

Cari muscoli, come state? Ve lo dice Skulpt Chisel
Si sa, nella motivazione nell’allenarsi, la cosa che conta di più è la percezione dei progressi. In aiuto ci viene oggi una scatoletta grande quanto un pacchetto di sigarette: si chiama Skulpt Chisel e di fatto è un misuratore di impedenza smart. Basta applicarlo sulla cute in punti particolari per ottenere un report bello dettagliato sullo stato di salute e preparazione atletica del muscolo, con tanto di storico memorizzato su smartphone per poter analizzare se si progredisce e con che velocità. Il Chisel è in grado di misurare lo stato di 24 muscoli principali e ovviamente può anche valutare la composizione del corpo tra massa magra e massa grassa. Per farlo si bagna leggermente la cute e si applica lo scatolino nel punto che la app indica. Dopo pochi istanti il responso arriva sullo schermo dello smartphone. Addirittura, lo stato di forma, muscolo per muscolo, viene mappato cromaticamente sul corpo umano riprodotto sullo schermo dello smartphone e questo dà indicazioni su quale allenamento è consigliabile fare per essere più equilibrati.

 

La maglia della salute 2.0 è realtà
Quando si parla di wearable, niente è più indossabile di una pratica maglia percorsa da sensori flessibili, per nulla invasivi e, addirittura, lavabili. Tutto questo è e-skin, un wearable device progettato da Xenoma, startup collegata all’Università di Tokyo. In sostanza, una maglia-activity tracker in grado di misurare i nostri movimenti, la respirazione, la temperatura corporea e altre funzioni vitali. Perfetta per tenere traccia dei propri movimenti ma anche per intercettare e correggere eventuali errori ricorrenti di postura.

 

 

I capelli cadono? Ci pensa il casco LED
Addio a provette miracolose e trapianti: la calvizie oggi si combatte con la light therapy! Il bizzarro iGrow, prodotto dall’americana Apira Science, è un casco che si era già visto ma che continua a stupire e lasciare perpelssi a un tempo. L’apparecchio combina laser e LED per stimolare i follicoli piliferi del cuoio capelluto e rigenerare i capelli danneggiati. I produttori parlano di inconfutabili prove scientifiche a sostegno del loro prodotto. Ci fidiamo?

 

E ora non puoi più perdere le chiavi (ma attento a non perdere lo smartphone)
Tra le novità più carine del CES 2016 vanno annoverate le tante serrature e i lucchetti Bluetooth: in pratica non c’è più il “buco” per la serratura ma al massimo una presa USB per la ricarica. Per aprire il lucchetto in questione basta lanciare il comando dalla app. Allo stesso modo è possibile dare autorizzazioni all’apertura temporanee o permanenti ad altri utenti: addio duplicati di chiavi o chiavi lasciate sotto lo zerbino. La carica dura otto mesi -  ci giurano - ma se proprio dovesse scaricarsi, basta andare con un battery pack ed erogare pochi secondi di carica per riavviare il lucchetto e rispondere al comando di apertura. Occhio però a non farsi rubare lo smartphone, soprattutto se non ben protetto da password: la bicicletta potrebbe “volare” via anche lei...

 

Gioielli intelligenti per notifiche discrete
Frutto della partnership tra l’indiana PC Jeweller e la californiana Martian Watches, già artefice di validi smartwatch analogici, i gioielli smart della serie Kindred vip incorporano una tecnologia in grado di trasmettere via Bluetooth notifiche discrete tramite led o vibrazione. Un modo non invasivo per ricordare all’utente un impegno o una scadenza.

 

I lucchetti e le valige smart si aprono con l’app e le impronte digitali
Siete sbadati e perdete regolarmente le chiavi dei vostri lucchetti? Niente paura, per voi c’è eGeeTouch, il lucchetto che sfrutta la tecnologia NFC e una specifica app installata sullo smartphone del proprietario. I produttori hanno anche messo a punto una serratura per valigie che si apre leggendo le impronte digitali.

 

Sembra un chiosco per le fototessera, ma fotografa la tua salute
Proposta strana questo chioschetto molto “giapponese” che si autodefinisce “the intelligent health station”. Non è un vespasiano tecnologico né un sistema fotografico, bensì una specie di ambulatorio di analisi self service. Il paziente di passaggio si ferma sul seggiolino, proprio come se dovesse scattare una fototessera. Ma di fronte si trova tutto un armamentario che lo guida attraverso la misurazione di una serie di parametri, tra i quali, peso, altezza, pressione arteriosa, temperatura, ossigenazione del sangue, elettrocardiogramma e così via, fino al rilevamento delle impronte digitali.

 

Guardare (da lontano) nella pancia del frigorifero e sapere cosa c’è
Non c’è miglior modo per ricordarsi cosa manca nel frigorifero che poter consultare, anche al supermercato, una bella fotografia del vano interno. Mentre i primi frigoriferi con fotocamere integrate nella porta iniziano a fare capolino sul mercato, almeno tra i prototipi, c’è chi ha già pensato a una soluzione “retrofit”, quindi compatibile con tutti i modelli già esistenti: questo FrigdeCam di Smarter ha proprio questa funzione e trasferisce via Wi-Fi a una stazione connessa le proprie immagini al cloud, che così possono essere accessibili da dovunque, ovviamente solo dal proprietario. L’apparecchio scatta una fotografia ogni qual volta viene richiusa la porta del frigo: l’evento viene tracciato grazie al sensore di movimento integrato. La scomodità è che ogni tanto (non è stato chiarito quanto spesso), l’apparecchio va estratto dal frigorifero e messo in ricarica.

 

Ascoltare la musica del proprio cervello aiuta a rilassarsi. Almeno così pare...
Uno stand molto particolare: è quello di Muse, un sistema di supporto alla meditazione. Nientemeno. In pratica, secondo i progettisti, basta indossare una specie di cuffia, che però non si appoggia alle orecchie ma all’osso posto sopra di esse, un po’ arretrato. Per rilassarsi basta mettere della musica adeguata con un paio di auricolari o cuffie tradizionali e l’archetto Muse: questo recupera i segnali elettrici dal cervello e li trasforma in una specie di musica che si somma a quella che si sente in cuffia. Questa “presa di coscienza” dovrebbe aiutare molto a rilassarsi. Sarà vero?

 

Per sapere cosa si mangia, ecco “l’esaminatore elettronico”
Sono belle tutte le app che permettono di tenere traccia di ciò che si mangia. Il loro difetto, però, è che non si riesce a collegare direttamente il corpo umano in Bluetooth per poter comunicare automaticamente cosa si è ingerito; l’alternativa - credibile - è questo analizzatore di cibo super-portatile: basta avvicinarlo per qualche secondo all’alimento per conoscerne la composizione e gli elementi più importanti. Lo strumento diventa utile anche in tutti i casi di allergia o intolleranza alimentare. Attenzione però, funziona solo su alimenti “omogenei”: le polpette - per esempio - non sono “compatibili”.

 

Correre di sera evitando di essere “investiti”: ci sono i vestiti luminosi
Grazie alla versatilità e al bassissimo consumo dei LED, l’azienda Lumenus ha realizzato una serie di vestiti e accessori “luminosi”, che permettono di farsi notare anche nelle notti più buie.

 

Ordini un cocktail sullo smartphone e il barman “in scatola” glielo fa subito!
Tante ricette, alcuni ingredienti e un sistema di dosaggio automatico: ecco come si fanno i  cocktail perfetti. In questo caso il barman e una precisa macchina che sa quanto versare, quando miscelare e quanto ghiaccio mettere.

 

Videocamere arrotolabili e flessibili, ideali per diventare il terzo occhio dei bambini
Non a caso la forma finale di questo Pio è un occhio: infatti ci vede e riprende, proprio attraverso l’ottica posta nella pupilla. Come avere uno smartphone per riprendere senza l’ingombro dello smartphone stesso. Aiuta poi la struttura flessibile e rigida, che consente di arrolare la videocamera dove si desidera. Si attiva tramite smartphone.


Con le cuffie da spalla ascolti musica senza “isolarti” dal mondo
Effettivamente sembra funzionare: questa cuffia bluetooth non va messa sulle orecchie ma tenuta al collo, come fosse una piccola sciarpa. La musica arriva in streaming dal telefono e viene amplificata nelle cuffie: l’utente la sente forte e chiara (anche se non certo incisiva sui bassi). Chi sta a distanze superiori ai 70 centimetri non sente assolutamente nulla e quindi non dà noia. Allo stesso modo, se qualcuno parla all’interlocutore, il dialogo viene percepito al volo. Addio isolamento da cuffia.

 

Un braccialetto tutti pulsanti, per attivare un mondo di cose
A questo punto dello sviluppo dell’ecosistema di Internet of Things, il problema non è avere apparecchi intelligenti, ma è poterli attivare anche a distanza con un sistema più veloce e naturale che aprire una app sullo smartphone. La soluzione - anche se l’estetica è da migliorare - viene da un braccialetto modulare, a segmenti. Ogni segmento in realtà è un pulsante che può attivare un sacco di cose; cose anche diverse a seconda non solo del tasto (e questo è ovvio) ma anche del fatto che si faccia uno singolo clic o un doppio o addirittura triplo clic. I segmenti si illuminano ognuno di un colore diverso quando li si tocca: la chiave colore serve per capire a quale funzione corrisponde il pulsante. La funzione viene stabilita nella app su smartphone e può andare dall’accensione e spegnimento delle luci, dall’attivazione della musica fino all’invio di una notifica o di un e-mail standard.

 

Dare un colpo di telefono al gatto o farsi chiamare dal cane
Fare una telefonata con il proprio animale o addirittura riceverla potrà diventare una realtà: a pensarci un’azienda americana che ha realizzato PetChatz, una stazione di comunicazione da fissare al muro ad altezza muso, dotata di schermo, altoparlante, microfono e ovviamente videocamera. Questo apparecchio, che si collega a Wi-Fi, permette tramite la propria app di mettersi in comunicazione con un cane o con un gatto, integrando con essi in una video-chiamata. Ma non solo: si possono anche mandare dei messaggi oppure preregistrarli in modo da non far sentire troppo da soli gli animali costretti in casa per lunghi periodi. Ma soprattutto è possibile farsi chiamare dal proprio animale: in dotazione c’è infatti PawCall, un “pulsantone” a prova di zampa con cui un cane o un gatto in preda alla nostalgia può chiamare il proprio padrone, il quale riceve una notifica e può iniziare una videocomunicazione anche subito. Splendido, a patto di non avere un animaletto un po’ ansioso che possa abusare del suo nuovo sistema di telecomunicazione…







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