Francia, né uomo né donna

I giudici riconoscono il “sesso neutro”
Una persona nata 64 anni fa con caratteristiche intersessuali (sia maschili che femminili), ma registrata come maschio all’anagrafe, ha ottenuto il diritto a cambiare.

di Maria Strada

 

E' quasi una prima in Europa. La giustizia francese ha riconosciuto il diritto di un individuo intersessuale - condizione di imperfetta differenziazione dei caratteri sessuali, compresi quelli genitali, da non confondere con l’orientamento sessuale - a iscrivere la menzione «sesso neutro» nel suo stato civile. Gli intersessuali sono anche comunemente detti ermafroditi, seppur in maniera inappropriata. Al momento soltanto la legge tedesca prevede che sui certificati possa esistere un genere indeterminato, indicato con una «x». Altrove, esistono sentenze simili in Australia e Nepal.
 

 

Decisione senza alcuna operazione
La decisione è stata presa dai giudici di Tours il 20 agosto scorso. Secondo il suo medico, questa persona di 64 anni è nata con una «vagina rudimentale», un «micro-pene», ma senza testicoli. Alla nascita è stato subito indicato come di sesso maschile. Solo che non era del tutto vero e lui ne ha sofferto moltissimo. «Da adolescente ho capito che non ero un ragazzo. Non avevo barba, i miei muscoli non si rafforzavano», ha raccontato a 20 Minutes, aggiungendo: «Al tempo stesso pensare che potessi diventare una donna mi era impossibile. Bastava guardarsi allo specchio per capirlo. Sono 64 anni che coabito coi due sessi, sono la prova che si può esistere anche senza subìre operazioni mutilanti».
 

Non un «terzo sesso», ma una indeterminazione
La giustizia transalpina riconosce dunque per la prima volta il diritto di una persona ad uscire dal sistema binario maschile-femminile, mentre di solito gli intersessuali vengono operati alla nascita e sottoposti durante il periodo di crescita a trattamenti ormonali al fine di corrispondere a quanto indicato sui documenti. Il comune di Tours dovrà ora modificare il suo atto di nascita. «Non si tratta di riconoscere l’esistenza di un “terzo sesso” ma di prendere atto dell’impossibilità di indicare l’interessato come di questo o di quell’altro sesso», si legge nella sentenza. Per il giudice - ha riferito il sito «20 minutes» - il sesso che era stato imposto alla nascita a questa persona «appariva come una pura finzione». La procura ha però presentato appello «per non creare la legge là dove non esiste ancora».

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità 1 bambino ogni 2.000 è coinvolto nell’intersessualità, e 1 ogni 4.500 presenta anomalie genitali complesse come quella del cittadino di Tours. Il Consiglio d’Europa, inoltre, cita il lavoro di una ricercatrice americana, Anne Fausto-Sterling, che ha calcolato che l’1,7% della popolazione mondiale nascerebbe con caratteristiche intersessuali tali da non poter definire con chiarezza il sesso di appartenenza.
 

L’ermafroditismo
Il vero ermafroditismo è una condizione piuttosto rara che si manifesta con un’anatomia ambigua degli organi genitali esterni e con la presenza sia di tessuto testicolare sia ovarico, risultato d’alterazioni dei cromosomi sessuali. A seconda del caso, permette di identificare il grado di differenziazione verso un sesso o l’altro. Lo pseudoermafroditismo femminile, ad esempio, presenta organi genitali esterni maschili ma non attivi e interni femminili sani. Nella forma maschile presenta testicoli nascosti nell’addome, che possono evolversi spontaneamente in una direzione o nell’altra.

 

Aspetto e cromosomi
Esistono però casi ulteriori, con situazioni come una condizione maschile con cromosomi femminili XX (una nascita ogni 20.000), o viceversa apparenza femminile e cromosomi maschili di tipo XY (una nascita ogni 10.000), o individui che portano cromosoma doppio nelle loro cellule.
 

I transessuali e l’Australia
Le persone transgender sono differenti da quelle intersessuali, in quanto hanno svolto volontariamente un passaggio dal sesso di nascita a quello che ritengono più conforme al proprio. E proprio in questa direzione era andata una sentenza australiana dell’aprile 2014 che aveva stabilito che una persona di Sydney, transessuale, potesse indicarsi come «sesso non definito».







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