Carnevale 2016

Dopo quasi duecento anni, il Carnevale di Venezia è stato riportato alla luce verso la fine degli anni Settanta tornando da subito a rivestire un ruolo di primaria importanza nel panorama delle feste italiane ed europee. Ricco di suggestioni e tradizione, il Carnevale di Venezia moderno ha riscoperto tutta la magia di un’antichissima festa che per secoli ha animato questa straordinaria città.


Durante il Carnevale, Piazza San Marco e molte zone di Venezia traboccano di iniziative e spettacoli sia improvvisati da artisti di strada che pianificati dagli organizzatori del Carnevale di Venezia, eventi inediti ed originali che trasportano Venezia in una dimensione surreale.
 
Dall’inizio degli anni ottanta, la formula del Carnevale di Venezia non cambia: ogni anno viene individuato un tema centrale che diventa il filo conduttore del programma. Da quelli sul Viaggio e sull’incontro di Culture diverse - con risultati interessanti grazie al gemellaggio con Napoli (1982) e Parigi (1984) - alla scoperta di culture ancora poco conosciute, come quelle orientali (1994/2004/2006), per arrivare al Carnevale dedicato a grandi personaggi come Casanova (1998) o Fellini (2003), i temi del Carnevale di Venezia costituiscono la base per l’organizzazione dell’intera manifestazione.

Il tema di quest’anno è:  
Creatum ovvero delle Arti e delle Tradizioni.
UN GRANDE PALCOSCENICO DOVE LE ARTI, I MESTIERI E LE TRADIZIONI DIVENTANO PROTAGONISTI DELLA STORIA VENEZIANA
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CREATUM come idea della ripartenza, come una rinascita delle antiche origini di Venezia. I nomi delle calli e dei campi della città come “calle del forno”, “ruga dei oresi”, “campiello del remer”, “fondamenta dei vetrai”, “calle dei fuseri” o la ” frezzaria” sono un inno alle arti dei mestieri, e troveranno la massima espressione in Piazza San Marco. Come in un villaggio delle meraviglie, realizzato dalle scenografie del Teatro La Fenice, gli artigiani e le loro eccellenze ci racconteranno la storia unica di Venezia.

Il cuore del Carnevale di Venezia oggi è rappresentato da Piazza San Marco con il suo grandioso palco, anche se molti eventi decentrati animano l’intera città. Durante la festa di Carnevale, le origini di questa antichissima ricorrenza sopravvivono in una combinazione di rievocazioni storiche e maschere, che invadono Venezia per divertirsi e farsi notare. Cortei spontanei rallegrano la città, suoni, balli e tanta musica, fanno riscoprire a turisti ed abitanti le origini della festa del Carnevale a Venezia dando vita ad una manifestazione molto apprezzata per la perfetta combinazione tra trasgressione, arte, storia e cultura. Maschere e costumi di Carnevale, dai più tradizionali a moderni esperimenti di creatività, portano Venezia in una dimensione senza tempo dove è possibile veder sfilare statiche e fredde dame del Settecento accanto a ingegnosi e creativi costumi moderni.

La tradizione del Giovedì Grasso a Venezia:
Il Giovedì Grasso, nel Carnevale moderno, commemora la vittoria della Repubblica di Venezia contro il patriarca Ulrico. Approfittando della guerra tra Venezia, Padova e Ferrara, Ulrico assalì Grado costringendo alla fuga il patriarca di Venezia.
Per riparare all’oltraggio il Doge Vitale Michiel II salpò con la flotta verso Grado, ponendo fine alle mire di Ulrico e dei feudatari ribelli. Come risarcimento Venezia chiese che ogni anno il Patriarca di Aquileia inviasse un toro e dodici maiali, in occasione del Giovedì Grasso. Dopo l’allestimento di una parodia dove toro e maiali interpretavano i ribelli, gli animali venivano macellati per gli abitanti di Venezia. Dal 1420, anno in cui il Friuli passò sotto la dominazione di Venezia, la festa rimase in vita come una delle tradizioni del Giovedì Grasso. Quest’anno lo festeggiamo il 4 febbraio.
Durante il Carnevale di Venezia sono molti gli eventi tradizionali che ci riportano ai fasti dello storico Carnevale Veneziano:

La festa delle Marie è un’antichissima festa veneziana, la cui origine è controversa e della quale si hanno notizie solo a partire dal 1039. Nel giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio, a Venezia era usanza celebrare il giorno della benedizione delle spose, durante il quale venivano benedetti collettivamente, presso la Basilica di San Pietro di Castello, i matrimoni di dodici fanciulle, scelte tra le più povere e belle della città. Per contribuire alla costituzione della dote di queste spose, le famiglie patrizie di Venezia erano coinvolte con delle donazioni ed era consuetudine del Doge concedere in prestito alle fanciulle gli splendidi gioielli e gli ori provenienti dal tesoro della città. A seguito del sontuoso matrimonio svolto alla presenza del Doge e della nobiltà veneziana, le spose venivano accompagnate in corteo verso Piazza San Marco. Giunte presso il Palazzo Ducale, le fanciulle ricevevano gli omaggi dal Doge che le invitava con onore ad un ricco ricevimento a palazzo. Successivamente il corteo si imbarcava sul Bucintoro che, scortato da piccole e numerose imbarcazioni di concittadini festanti, percorreva il Canal Grande verso Rialto, raggiungendo in seguito la Chiesa di Santa Maria Formosa, dove si svolgevano altre solenni celebrazioni. Pare che nel 943, al tempo del dogado di Pietro III Candiano, durante le celebrazioni del matrimonio e tra lo stupore generale, irruppero in chiesa dei pirati istriani che rapirono le spose con tutti i gioielli della dote, custoditi da ciascuna di loro in graziose cassette decorate, chiamate arcelle. Dopo l’iniziale incredulità e la confusione generata dal brutale episodio, dei veneziani valorosi si posero all’inseguimento dei pirati, salpando delle imbarcazioni ed organizzando una spedizione, con alla testa il Doge stesso. Riuscirono a raggiungere i pirati presso Caorle, dove li attaccarono ed uccisero tutti, liberando le dodici fanciulle e i loro preziosi ori. Il Doge, affinché non vi fosse per nessuno la possibilità di commemorare questi spregevoli individui, dispose che i cadaveri non ricevessero sepoltura e che fossero tutti gettati in mare. Stabilì inoltre che il luogo dove era avvenuto questo cruento episodio si chiamasse Porto delle Donzelle, nome che a tutt’oggi permane. In onore di questa vittoria sui pirati si decise quindi di istituire la Festa delle Marie, da tenersi annualmente per celebrare l’evento. Iniziava con la selezione di dodici tra le più belle ragazze di Venezia, scelte in numero di due per ogni sestiere e ribattezzate per l’occasione Marie.
Venivano poi invitate le famiglie patrizie ad impegnarsi nel fornire alle fanciulle le vesti, gli addobbi e i gioielli per renderle ancor più principesche.
La Festa, un momento unico per ammirare i costumi della tradizione veneziana, si snoda su più giorni. Quest’anno si inaugura sabato 30 gennaio, con il corteo delle dodici ragazze veneziane selezionate nelle settimane precedenti. Il corteo pedonale, accompagnato dai gruppi storici in costume partirà da San Pietro in Castello alle 14.30 circa, percorrendo tutta la Riva degli Schiavoni e giungendo in Piazza San Marco verso le 16.00, ove avrà luogo la presentazione delle “Marie” alla cittadinanza. L’ultimo giorno di Carnevale verrà eletta la “Maria del Carnevale”, la più dolce e aggraziata delle 12 ragazze che riceverà come da tradizione l’omaggio del Doge in persona, al termine del corteo acqueo in partenza da San Giacomo dell’Orio.

 

Il Volo dell’Angelo: In un’edizione del Carnevale verso la metà del Cinquecento, tra le varie manifestazioni e spettacoli organizzati in città, fu realizzato un evento straordinario che fece molto scalpore: un giovane acrobata turco riuscì, con il solo ausilio di un bilanciere, ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando, nel frastuono della folla sottostante in delirio, sopra una lunghissima corda che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta. Nella discesa, invece, raggiunse la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge. Dopo il successo di questa spettacolare impresa, subito denominata Svolo del turco, l’evento, che solitamente si svolgeva il Giovedì Grasso, fu richiesto e programmato come cerimonia ufficiale anche per le successive edizioni, con tecniche simili e con forme che con gli anni subirono numerose varianti. Per molti anni lo spettacolo, mantenendo lo stesso nome, vide esibirsi solo funamboli di professione, finché non si cimentarono nell’impresa anche giovani veneziani, dando prova di abilità e coraggio con varie spericolatezze e variazioni sul tema. Quando queste variazioni portarono a prevedere, per lunghi anni di seguito, un uomo dotato di ali ed appeso con degli anelli alla corda, issato e fatto scendere a gran velocità lungo la fune, si coniò il nuovo termine di Volo dell’Angelo. Il prescelto, al termine della discesa nel loggione di Palazzo Ducale, riceveva sempre dalle mani del Doge dei doni o delle somme in denaro. Vi furono alcune edizioni che videro gli acrobati utilizzare per i loro spettacoli degli animali, barche e varie altre figure, oltre a rendere l’impresa sempre più difficile con ardite evoluzioni e anche svoli collettivi. Nel 1759, l’esibizione finì in tragedia: ad un certo punto, l’acrobata si schiantò al suolo tra la folla inorridita. Probabilmente a causa di questo grave incidente, l’evento, svolto con queste modalità, fu vietato. Da questo momento il programma si svolse sostituendo l’acrobata con una grande colomba di legno che nel suo tragitto, partendo sempre dal campanile, liberava sulla folla fiori e coriandoli. Dalla prima di queste edizioni, il nome di Volo dell’Angelo divenne quindi Volo della Colombina. Nel Carnevale moderno si è deciso di ripresentare al pubblico, in una veste simile a quella originale dell’antico Carnevale, la ricorrenza del Volo dell’Angelo, nella sua variante di Volo della Colombina. Dall’edizione del 2001, la prima del millennio, si è passati nuovamente alla vecchia formula del Volo dell’Angelo, sostituendo la Colombina con un artista in carne ed ossa che assicurato da un cavo metallico, effettua la sua discesa dalla cella campanaria del campanile scorrendo lentamente verso terra, sospeso nel vuoto, sopra la moltitudine che riempie lo spazio sottostante. L’evento si festeggia la prima domenica di Carnevale, quest’anno è programmato per il 31 gennaio alle ore 12,00.
Visto il successo del Volo dell’Angelo, dall’edizione del Carnevale 2012 è stato introdotto un nuovo evento, il Volo dell’Aquila, che si svolge la settimana successiva al Volo dell’Angelo, di cui ricalca le modalità. Potremo godercelo quest’anno il 7 febbraio alle ore 12,20. Con lo “Svolo del Leon”, che si svolgerà martedì 9 febbraio ore 17,00, si celebrano i più alti tributi al Leone alato di San Marco, simbolo della città che, eccezionalmente, salirà sul Campanile dipinto su di un grande telo scenografico per volare sopra il pubblico presente in piazza. Ad accoglierlo sul palco del Gran Teatro i versi dell’inno di San Marco intonate da un coro veneziano, dodici fanciulle veneziane, le Marie, accompagnate da altrettanti cadetti in alta uniforme che saluteranno il vessillo di Venezia. Un rituale di grande suggestione a suggellare il congedo del Carnevale, il martedì grasso. Il Carnevale si conclude simbolicamente con la Vogata del Silenzio, un corteo di gondole silenziose che dal Ponte di Rialto raggiungono navigando il Bacino di San Marco transitando lungo un Canal Grande illuminato a lume di candela.  Quando il corteo raggiunge Punta della Dogana si celebra un simbolico addio al Carnevale.
Nei giorni del Carnevale i grandi palazzi di Venezia accolgono le più sfarzose ed esclusive feste in maschera. Eventi esclusivi e di grande pregio storico e artistico dove eleganza e stile si fondono nella trasgressione. È nel Settecento che il Carnevale di Venezia raggiunse l’apice della sua fama come momento di trasgressione e di travestimento, di gioco e di ballo in maschera. Camuffare la propria identità, trasgredire le regole, superare i vincoli sociali e religiosi era un richiamo irresistibile per coloro che volevano esibirsi in sontuosi costumi, nascondersi e rivelarsi seguendo l’ispirazione del momento.

Il clou del Carnevale moderno, che ogni anno ritorna sotto le vesti di un tema-chiave, inizia il sabato che precede il Giovedì Grasso e termina il Martedì Grasso stesso, che chiude il periodo festoso dando il via a quello castigato della Quaresima.
Con atmosfere e luoghi differenti, il Carnevale è tornato ad essere una grande festa popolare, nella quale maschere e turisti si disseminano per calli e campielli, la città tutta è attraversata da uno spirito festoso, nei campi risuonano le note dei concerti live, artisti di strada e gruppi musicali si esibiscono spontaneamente negli angoli di maggiore passaggio.

Naturalmente le feste più ambite sono quelle che si svolgono nei palazzi, ricchi di arredi e atmosfere di un tempo che sembra essersi fermato, ambienti adatti a rievocare la magia di gala sontuosi e raffinati, degli sfarzosi balli in maschera, dove è naturalmente d’obbligo il costume d’epoca.   La festa più regale è il Ballo del Doge, ovvero di colui che della città era il reggente, l’autorità più importante della Repubblica. Un happening elegante e mondano, cui giungono ospiti da ogni paese, noti e meno noti, che per una notte si celano sotto una maschera e un costume della tradizione veneziana. Quest’anno Antonia Sautter ha scelto The Secret Gardens of Dreams quale tema della XXIII Edizione de Il Ballo del Doge: “Oniricum, Immaginarium, Desiderium” tre Giardini, tre suggestioni che condurranno gli Ospiti alla ricerca di emozioni mai vissute, di sogni dimenticati e di quelli che mai avranno fine…Dopo il cocktail di benvenuto ha luogo una cena placé nelle sale del palazzo, con  performance artistiche, melodiche e danzanti che si inoltrano fino alle prime ore del mattino.
All’Hotel Splendid Venice si susseguiranno numerosi eventi danzanti, tra i quali Cioccolata Danzante, dove si potranno gustare cioccolata calda e dolcetti veneziani in una festosa atmosfera di carnevale, Step by Step con cocktail e canapè caldi e freddi mentre il Maestro di Ballo con la sua partner mostreranno i passi base delle danze d’epoca insieme a un trio classico e una cantante lirico, e Ultimo valzer a Venezia, una cena in costume con balli del Settecento-Ottocento all’interno della suggestiva cornice dell’hotel Splendid Venice, a due passi da San Marco in calle delle Mercerie. Nell’esclusiva atmosfera dell’Hotel Danieli si potrà partecipare al Minuetto, il primo ballo in maschera del carnevale di Venezia 2016, e a Cotillon, un pomeriggio con gli amici divertendosi ad imparare i balli di gruppo del 1700 quali i celebri minuetti e i cotillon, insegnati dai nostri Maestri di Ballo e con l’accompagnamento musicale di un trio di musica barocca, gustando cioccolata calda e dolci. Il Minuetto al Ridotto si terrà invece all’Hotel Monaco & Gran Canal: una cena in costume nello storico e splendido salone del Ridotto, dove un Maestro di Ballo con la sua partner e un ensemble barocco di sette musicisti coinvolgeranno gli ospiti in balli di gruppo d’epoca quali minuetti e quadriglie, durante la cena e fino a conclusione della serata. Inoltre, Una cantante lirica allieterà gli ospiti, tra un ballo e l’altro. Al Monaco si potrà partecipare anche al Carnival Dream, la più elegante festa del Carnevale che riporta in vita la tradizione veneziana per il teatro e la tradizione carnevalesca per il divertimento e il ballo nello storico salone frequentato da nobili, giocatori e avventurieri dell’epoca come Giacomo Casanova Infine a Palazzo Pisani Moretta il Gran Ballo di Carnevale, il Ballo Tiepolo, appuntamento internazionale del carnevale di Venezia dal 1998. Cantanti lirici, performer e ballerini intratterranno gli ospiti durante il ricco cocktail di benvenuto al piano terra e in tutte le sale del piano nobile dove si svolgerà la cena, servita come ai tempi della nobiltà veneziana.







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