Villa Perissinotto, la casa dell'alchimista

Dove nel 1600 si preparavano pozioni e magie contro la peste.

 

Esiste un luogo, a Castagnole di Paese, il cui nome è Villa Alessi Perissinotto, ma che è da tutti conosciuto come “la casa dell’Alchimista”. Scoperta in epoca recente dopo lunghissimi anni di abbandono (in quanto occultata dai ruderi di costruzioni più recenti), la casa appare come una costruzione neoclassica a due piani, con una facciata a fregi di stile dorico e una straordinaria forma circolare che ricorda un tempio pagano.

Ma più straordinario ancora è l’interno, con un Athanor, un forno circolare a quattro bocche che sta proprio al centro dell’edificio, e che è interamente percorso da una scala che conduce al secondo piano di stampo signorile, per finire sul tetto dove una torretta simile a un osservatorio astronomico chiude l’assetto architettonico.

 

 

 


Cardinale Bessarione
Secondo uno studio molto attento si tratterebbe senza dubbio dell’abitazione di una persona – molto probabilmente un patrizio veneziano – amante delle scienze occulte e delle discipline alchimistiche: l’Athanor è uguale a quelli che compaiono in alcune stampe del Settecento; tra gli affreschi le immagini più nitide sono quelle di pavoni, animali che rappresentano la quinta e ultima fase delle trasformazioni alchemiche, avendo nella coda tutti i colori simbolo dei passaggi della materia; la forma rotonda della costruzione richiama la perfezione e i significati esoterici delle formule alchemiche. La planimetria dell’edificio mette anzi in evidenza come esso sia la raffigurazione di un Omega, la lettera greca codice di un libro di formule chimiche portato dall’Oriente dal Cardinale Bessarione: un testo molto conosciuto dai patrizi veneti. Se a questo si aggiunge che a Praga esiste una costruzione perfettamente identica a quella trevigiana (sebbene dotata di un piano in più) il mistero è davvero completo: chi fu il proprietario e l’artefice della casa dell’Alchimista? L’enigma non è stato ancora sciolto.

Verso la fine del 1600, anni dell’epidemia della peste, la città di Paese come comune ancora non esisteva, solamente due erano le località riconosciute: Sovernigo e Villa. Sovernigo nel 1630 era situata al limite del bosco Montello che si estendeva fino alle porte della città di Treviso. Il territorio invaso dai lupi era attraversato da un’unica via, detta “Sfojana”, che metteva in comunicazione Montebelluna e Treviso.

A seguito di scavi, sono emerse nel territorio del “Trojan” delle fosse comuni risalenti al 1600 dove si presume siano stati seppelliti i morti di peste. Dalla tradizione orale viene tramandata la storia di un mago che, con infusi e medicamenti ricavati dalle erbe che trovava nel bosco ed alcune porzioni magiche, pare avesse salvato numerose persone. Di lui mai è stata rivelata l’identità, è sempre rimasto nel mistero. Oggi pare che alcuni studiosi abbiano identificato la sua abitazione o meglio il suo laboratorio. Infatti presso l’antica “Villa Alessi Perissinotto”, situata a Castagnole di Paese, si trova una strana costruzione non restaurata, conosciuto come “la casa dell’Alchimista”. Il luogo, utilizzato negli anni con diverse destinazioni, è stato oggetto di studi, tra cui quello degli architetti Fioretti ed Angonese, i quali ipotizzano che il forno, contenuto all’interno della singolare struttura, possa essere stato utilizzato in passato come forno di un alchimista. Un luogo che tra realtà e magia, viene considerato tra i più misteriosi della Marca trevigiana.







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