I flop dei famosi

Così dissero a Clark Gable perché aveva le orecchie a sventola. A Marilyn Monroe suggerirono di fare la segretaria. Il ministro PadoaSchioppa fu bocciato in economia. Il pilota Fisichella ha dovuto rifare l’esame per la patente. Piccola storia di bocciature clamorose.

Secondo uno studio 2006 dell’Università di Cambridge, i cui risultati sono stati pubblicati nel Cambridge Handbook of Expertise and Expert Performance, geni si diventa e non solo si nasce. La genialità va coltivata: dedizione, impegno, studio quotidiano sono la migliore palestra per la mente. Un consiglio che non sembra ampiamente seguito dagli studenti italiani. Secondo i dati diffusi dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca), riguardanti lo scorso anno scolastico, la percentuale di non promossi è del 15,2% negli Istituti professionali, seguono gli Istituti tecnici con l’11,5% e i Licei con il 4,8%. Gli studenti con giudizio sospeso sono però il 25%. La storia anche recente è ricca di bocciature eccellenti, non solo a scuola: scrittori che si sono visti respingere libri che poi hanno venduto milioni di copie, attori e musicisti a cui era stato suggerito di cambiare mestiere. Geni nel campo dell’arte incompresi al loro tempo, poi rivalutati in epoche successive e grandi scienziati che ebbero percorsi scolastici non proprio brillanti. In alcuni casi oggi si ritiene che lo scarso rendimento negli studi possa essere dovuto a dislessia, uno dei problemi specifici dell’apprendimento che si manifesta nella difficoltà a leggere e a scrivere. Una disabilità che non può essere certo ricondotta al quoziente d’intelligenza: si pensa che fossero dislessici Leonardo da Vinci, Isaac Newton, Alexander Graham bell, Albert Einstein, Churchill, Walt Disney, per citarne alcuni.
 

Michael Caine
Il preside della scuola dove studiava (che lasciò a 18 anni) gli disse che per tutta la vita sarebbe stato un bracciante, uno scaricatore, insomma un uomo di fatica. Secondo lui non poteva aspirare ad altro.
 

Sidney Poitier
Al suo primo provino il direttore del casting gli suggerì:“Perché non smetti di far perdere tempo alla gente… cerca di diventare un lavapiatti o qualcosa di simile”. L’attore ha vinto l’Oscar nel 1963 e un Oscar alla carriera nel 2001.
 

Fred Astaire (1899 – 1987)
Nota di un direttore della Mgm del 1933 a un provino: “Non sa recitare, non sa cantare, sa ballare un po’”…
 

Marilyn Monroe (1926 – 1962)
La direttrice dell’agenzia di modelle Blue Book, Emmeline Snively nel 1944 consiglia a Norma Jeane Mortensen, aspirante modella, di imparare il lavoro di segreteria o di scegliersi un buon partito. Le suggerisce anche di schiarirsi i capelli. Presa in parola.
 

Topolino
Mickey Mouse esce in anteprima al Colony  Theater  di  New  York  nel  1928  e  fu subito un successo. Ma Louis B. Mayer, capo della più celebre casa di produzione hollywoodiana, la Metro Goldwin Mayer, decise di non mettere sotto contratto  Walt  Disney  perché  trovava orribile l’idea di un cartone animato con un topo per protagonista: avrebbe spaventato la gente.
 

Clark Gable (1901 – 1960)
“Guarda che orecchie enormi: sembra un pipistrello. Lasciamo perdere…”. Questa l’opinione di Irving Thalberg, produttore cinematografico prima per la Universal Studios poi per la Metro Goldwin Mayer, a un provino di Clark Gable, nel 1930. L’attore diventerà un sex symbol dell’epoca, vincendo l’Oscar per il film Accade una notte (1934) di Frank Capra. E soprattutto sarà il protagonista della pellicola più famosa della storia del cinema, che fino a oggi ha incassato di più a livello mondiale: Via col vento (1939), vincitrice di 10 premi Oscar nel 1940. Nota: il ruolo di Rhett Butler, interpretato da Clark Gable, era stato offerto a Gary Cooper che rifiutò. All’attore si attribuiscono le seguenti frasi “Via col vento sarà il più grande flop della storia di Hollywood”. “Sono contento che sarà Clark Gable a perdere la faccia e non Gary Cooper”.
 

Tommaso Padoa-Schioppa
Il ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa ha confessato lo scorso febbraio di essere stato bocciato all’esame di Economia 1, quando era studente alla Bocconi di Milano.
 

Winston Churchill (1874 – 1965)
Con l’iscrizione alla St.George School di Ascot ha inizio il suo calvario scolastico. Pessimi voti soprattutto in matematica, latino, greco, francese. Venne accettato a 14 anni al collegio di Harrow solo perché figlio di un ex ministro. Il padre Lord Randolph disse che il figlio aveva “una scarsa disposizione all’intelligenza, alla cultura e a ogni capacità di studio organizzato”. E al Royal Military College di Sandhurst venne respinto per due volte.
 

Giancarlo Fisichella
A 18 anni il pilota di Formula 1 venne bocciato all’esame di teoria per la patente di guida (patente che nel 2005 gli è pure stata ritirata per eccesso di velocità: andava a 150 km/h su una strada con limite di 60).
 

Thomas Alva Edison (1847 – 1931)
Gli insegnati di Thomas Edison, l’inventore della lampadina e del fonografo, dissero che era troppo stupido per imparare qualcosa: dopo solo tre mesi di scuola primaria, intrapresa a 7 anni, lasciò gli studi. Uomo d’affari e inventore, ha collezionato 1093 brevetti in vari Paesi del mondo.
 

Il codice Da Vinci di Dan Brown
All’editore Fazi lo scrittore americano Gore Vidal (in Italia pubblicato dall’editore romano) suggerisce un autore pressoché sconosciuto: Dan Brown. Fazi decise di non farne nulla. Erano giusto sei mesi prima che Dan Brown uscisse negli Stati Uniti. The Da Vinci Code pubblicato a marzo 2003 da Doubleday, è stato tradotto in oltre 40 lingue e a fine 2006 aveva venduto 40 milioni di copie.
 

Albert Einstein (1879 – 1955)
I suoi genitori temevano che fosse anormale a causa dei suoi disturbi del linguaggio che gli impedirono dii parlare speditamente fino a nove anni; i suoi professori lo consideravano uno studente indisciplinato e svogliato tanto che furono felici quando abbandonò il ginnasio nel 1894.
Fu bocciato all’esame di ammissione al Politecnico federale di Zurigo, ma il genio per antonomasia in realtà non fu respinto in matematica come comunemente si dice: era carente nelle materie letterarie. Anzi, il professore di fisica Heinrich F. Weber si accorse che la preparazione di Einstein in matematica e fisica era superiore alla media. Così Einstein frequentò la scuola di Aarau e, conseguito il diploma, fu ammesso al Politecnico.
 

 

J.K. Rowling e la saga di Harry Potter
325 milioni i libri della serie venduti finora dal suo esordio nel  1997  (è  il  terzo  libro  in  classifica  in  assoluto  dopo  la Bibbia 2,5 miliardi e il Libro Rosso di Mao, 800 milioni). E pensare che il manoscritto del primo libro Harry Potter e la pietra filosofale è stato respinto da 3 importanti editori.
Nel 1997 l’inglese Bloomsbury accetterà di pubblicarlo: ma la prima tiratura sarà meno di 5000 copie.
 

Charles Baudelaire (1821 – 1867)
Lo scrittore francese Émile Zola (1840 – 1867) nel 1867 in occasione della morte del poeta Charles Baudelaire disse: “Baudelaire? Fra 100 anni sarà considerato, in letteratura, una semplice curiosità”. L’opera più nota di Baudelaire, I fiori del male, è ritenuta l’origine della poesia moderna.
 

Van Gogh (1853 – 1890)
Una produzione di circa 2000 tra quadri, disegni e schizzi che si concentrano negli ultimi 10 anni. Ma in vita riuscì a vendere poco più di un quadro. Nel 1987 i girasoli sono stati acquistati per 40 milioni di dollari; gli Iris per 70 miliardi di lire: il dipinto più costoso venduto fino ad allora, superato nel 1980 da un’altra sua opera, il ritratto del dottor Gachet, che se la aggiudicò da un giapponese per 82,5 milioni di dollari.
 

Beatles
Secondo il direttore artistico della Decca Records, la casa discografica  britannica  fondata  nel  1929  e  divenuta  nel volgere di pochi anni la seconda a livello mondiale, quei quattro ragazzi di Liverpool non avrebbero mai potuto avuto successo, usavano la chitarra elettrica e “come tutte le band che la usano non hanno successo”. “Non ci piace il loro sound, e la chitarra non interessa più a nessuno”. Era il 1962 e il profetico direttore artistico decise di non stipulare alcun contratto di registrazione con loro. Ancora a 25 anni dallo scioglimento del gruppo, il 1° volume dell’ Anthology ha realizzato 12 milioni di copie vendute.
 

Rolling Stones
Nel 1963 quando durante un’audizione il produttore Andrew Loog Oldham (divenuto poi il primo manager del gruppo) disse che la band funzionava, ma che bisognava liberarsi del cantante con i labbroni. Bocciava Mick Jagger, il quale del suo stesso gruppo nel 1964 pensava che non sarebbe durato più di due anni. Infatti… i Rolling Stones dal 1962, anno del loro debutto al Marquee di Londra, non si sono ancora sciolti. Interessi economici, certo, nel 2006 con un incasso di 138,5 milioni di dollari sono stati i musicisti più ricchi dell’anno.
 

 

Elvis Presley (1935 – 1977)
Nel 1954 Jim Denny, manager del Grand Ole Opry Artists Service di Nashville, scoraggiò Elvis Presley dal proseguire nella musica: “Stammi a sentire, ragazzo, non andrai da nessuna parte. Dovresti rimetterti a guidare camion”. Nel 1977, anno in cui morì, si calcola che Elvis avesse venduto oltre 150 milioni di dischi, altrettanti dopo la sua morte. È il terzo in classifica tra gli artisti che hanno venduto di più nella storia secondo la LFPI, la Federazione internazionale dell’industria fonografica, che raggruppa circa 1400 case discografiche (i primi, con 400 milioni, sonoo i Beatles).
 

 

Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Anche il grande compositore non è stato risparmiato dalle bocciature. “Le composizioni di Johann Sebastian Bach sono totalmente prive di bellezza, di armonia e, soprattutto di chiarezza”, così il compositore e teorico del Barocco Johann Adolph Scheibe affermava nel 1737 in Der Critische Musikus.







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