Frittura di pesce...l'irresistibile

Se c´è una tentazione della tavola estiva a cui è difficile dire di no, quella è la frittura di pesce.
Un piatto che, al contrario di quello che si possa pensare, può benissimo  far  parte  della  nostra  tavola  in  questa  stagione.  Senza troppi timori per la linea e per la salute. Basta solo osservare alcune precauzioni.

Stop ai falsi miti
Non è vero che il pesce fritto è indigesto e fa ingrassare. La  frittura  casalinga,  fatta  con  l’olio  giusto,  assorbe  una quantità  di  grasso  non  superiore  al  10%  del  peso  iniziale dell’alimento, quindi è abbastanza digeribile. Inoltre il  pesce è un alimento leggero per eccellenza perché povero di  colesterolo  e  ricco  di  grassi  insaturi,  proteine,  vitamine e sali minerali. In 100 grammi di frittura mista di pesce ci  sono  146  calorie,  11,4  grammi  di  proteine,  10,5  grammi di grassi, 1,8 grammi di carboidrati e 60 mg di colesterolo. Insomma: non possiamo certo negare che il fritto sia un piatto ipercalorico e non proprio ideale per la dieta.

Di sicuro, però, se lo mangiamo di rado e soprattutto a piccole dosi, non fa ingrassare. Quanto spesso? Una volta la settimana, al massimo due. E sempre accompagnandolo con una buona dose di verdura e frutta, nello stesso pasto, in modo da consentire all´organismo di compensare lo stravizio.

Piccoli trucchi
Un fritto sano, oltre che buono, parte dall´olio. Quello migliore è l´olio di oliva, perché contiene grassi monoinsaturi, ha un ottimo corredo di sostanze antiossidanti ed è il grasso vegetale con il più alto punto di fumo (180°). Può però lasciare sul fritto un retrogusto troppo deciso. In alternativa, quindi, usate l’olio di semi di arachidi (dal sapore più delicato): è l’unico olio di semi che anche alle temperature elevate non si altera e non forma quei radicali liberi che accelerano i processi d’invecchiamento dell’organismo. E ancora. Usate sempre la carta assorbente, per eliminare il  grasso  in  eccesso:  rivoltate  il  fritto  da  tutti  i  lati  e  poi adagiatelo su fogli puliti. Ricordatevi però di non coprirlo con altra carta, per evitare la formazione di vapore che lo renderebbe molle.

Le dritte dello chef
Infine, qualche consiglio “rubato” a uno chef d’eccellenza,

Daniel Bertapelle:
1) I pezzi da friggere devono essere piccoli, per cuocere meglio e assorbire meno grasso. I pesci piccoli, dunque, possono essere  fritti interi, mentre i grandi vanno ridotti a filetti.

2) Versate nella padella almeno 5/6 cm di olio e mantenetelo  a  una  temperatura  di  180  /190°  (controllate  col termometro  oppure  gettando  un  pezzetto  di  pane  nella  padella).  Il  pesce  da  friggere  non  deve  essere  freddo  per  non  abbassare  troppo  la  temperatura  dell’olio, va  messo  in  padella  poco  alla  volta  e  non  deve  rimanerci più di 1-2 minuti, altrimenti assorbe troppo grasso.

3) I pesci piccoli vanno salati  subito dopo la frittura, quelli grandi sia prima che dopo.

4) Va mangiato caldissimo (potete mantenerlo tale mentre finite di cucinare, appoggiandolo nel forno caldo e lasciando lo sportello aperto).

Va accompagnato da un vino dalla vena acida, come il verdicchio o un bianco frizzante.







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