Il futuro delle lenti a contatto

Il telescopio più compatto? Può stare nelle lenti a contatto: è questa l’incredibile novità presentata dalla École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera con il sostegno dell’americana DARPA.

Questa lente a contatto potrebbe migliorare notevolmente la vita di chi è affetto da degenerazione maculare. Si tratta di un piccolo dispositivo che, applicato come una lente a contatto e con l’aiuto di speciali occhiali elettronici, permettere l’ingrandimento di 2,8 volte la vista normale, come in un minuscolo telescopio. Una delle novità rispetto alla versione del 2013 è il controllo dello zoom tramite la chiusura degli occhi. Utilizzando occhiali elettronici che riconoscono il movimento delle palpebre (e sono in grado di ignorare i battiti fisiologici), si può ingrandire la vista strizzando l’occhio destro e tornare alla vista normale con lo stesso movimento del sinistro. È uno strumento importante anche in ambito militare, e questo spiega il coinvolgimento del Pentagono nella ricerca.
Il telescopio riflettore è integrato in lenti spesse 1,55 millimetri: sono lenti leggermente più grandi e più rigide di quelle usate per correggere la miopia, chiamate lenti sclerali, normalmente utilizzate da persone con problemi di cornea irregolare. La lente telescopica nella sua forma finale è composta da plastica, micro specchi di alluminio e sottili pellicole polarizzanti (foto 1). Secondo le stime di tremblay, potrebbero essere disponibili al pubblico entro un paio di anni.
 

Google e le lenti a contatto che scattano foto con un occhiolino
Google  ha  presentato  un’interessante  novità  che  è  uscita  direttamente  dalle  stanza dei Google X lab dove si lavora sul futuro: stiamo parlando di uno speciale tipo di lenti acontatto  che  includono  componenti  elettronici  e  biosensori in grado di monitorare costantemente lo stato di salute dell’utente. Ma non solo perché includono anche una vera e propria fotocamera che consentirà di andare a scattare ad esempio foto con un gesto specifico ad esempio un rapido occhiolino. Basterà fissare per qualche secondo una persona per avviare una ricerca di informazioni sullaì stessa:  si  recupereranno  le  pagine  sociali  che  la  vedono protagonista grazie a un sistema di riconoscimento facciale evoluto. Ma si parla anche di medicina. Nello specifico si  rivolgono  ai  pazienti  che  soffrono  di  diabete  andando a calcolare il livello di glucosio nel sangue evitando in tal modo i continui controlli mediante piccola puntura di uno spillo nei polpastrelli.Tutto è miniaturizzato con tanto di micro antenna grande quanto un capello umano e luci LED che servono ad avvertire nel caso il livello sia salito in modo pericoloso.La lente a contatto LED si applica come una normale “lentina” salvo mostrare il suo potenziale proiettando direttamente in retina – e dunque, dalla prospettiva dell’utente, nel campo visivo – informazioni e migliorando la visuale stessa. Calcolano il livello di glucosio  nel  sangue  studiando  il  fluido  lacrimale ed evitando così i prelievi continui di sangue, solitamente dal dito. In tal  modo  i  diabetici  potranno  monitorare  in  ogni  istante il livello di zucchero, con la possibilità di comunicare più velocemente con strumenti come i microinfusori. Potranno anche essere aiutati i pazienti con patologie all’occhio. Intanto si studiano anche modelli alimentati a energia solare.
 

Un computer nelle lenti a contatto
Un computer dentro la lente a contatto? Potrebbe arrivare nel prossimo decennio: lo schermo è già bello che pronto grazie a una tecnologia sviluppata dall’Università di Gand  in  Belgio,  più  precisamente  presso  il  Centre  of  Microsystems (Cmst). Come funziona il prototipo? Per ora è piuttosto  basilare  con  una  lente  che  include  un  display LCD ovviamente ricurvo e flessibile per aderire alla superficie dell’occhio (Foto 4). Proiettando in trasparenza immagini, scritte e quant’altro, le lenti a contatto LCD potranno permettere a chi le indossa di vedere in sovra-impressione uno  strato  di  informazioni  arricchite  in  realtà  aumentata. Le possibili applicazioni sono molteplici, scopriamole. Nell’attesa dei computer sempre più piccoli e indossabili, che magari potranno essere fissati dietro l’orecchio oppure a mo’ di ciondolo, lo schermo è già pronto. E magari chissà fra quanto tutto sarà direttamente integrato proprio nella lente. Le lenti a contatto LCD a realtà aumentata dell’Università di Gand possono compiere diversi ambiti. Con un solo grande cristallo liquido si scuriscono in caso di sole intenso fungendo da schermo protettivo oppure possono visualizzare contenuti visibili solo all’utente stesso. Rimane da perfezionare il resto ossia la parte più delicata: la trasmissione dati (necessariamente wireless) e l’approvvigionamento energetico.







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