Il pomodoro nero

Vi presentiamo il sun black, il super pomodoro nero che fa bene alla salute. Possiede un alto livello di antociani, potenti sostanze antiossidanti. Creato dall’Università della Tuscia e dalla scuola superiore Sant’Anna non è Ogm...

Con  il  progetto  “Tom  -  Antho”,  Università della  Tuscia  di  Viterbo,  Scuola  Superiore Sant’Anna,  Università  di  Pisa  e  Università di Modena e Reggio Emilia riuniscono in un superalimento  non  ogm  i  benefici  dell’ortaggio e dei frutti di montagna che contengono  elevate  dosi  di  antiossidanti.
Ecco il “pomodoro nero” che combatte i radicali liberi. È un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali,  come  l’uva  nera  e  i  mirtilli.  Gli  antociani  sono  potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. “Sun black”, come è stato ribattezzato questo “pomodoro nero”, che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie di ingegneria  genetica  (OGM),  nella  consapevolezza  che  tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani.  Il “sun black” è stato concepito nell’ambito del progetto interuniversitario “Tom - Antho”, finanziato dal Ministero  dell’Università  e  della  Ricerca  Scientifica  e  coordinato  dal  professor  Pierdomenico  Perata,  ordinario  di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Il “sun black” unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l’aspettativa di vita è aumentata grazie anche all’aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l’accumulo di radicali liberi.E’ nata così l’idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell’uva nera o dei mirtilli che contengono un’elevata quantità di antociani, dall’azione antiossidante. Gli antociani sono infatti assenti normalmente nei pomodori. Per raggiungere l’apporto nutritivo del “sun black”, una possibile, salutare insalata dovrebbe essere  arricchita  dalla  presenza  di  mirtilli  o  di  uva  nera. Il  “pomodoro  nero”  è  ormai  arrivato  al  secondo  anno  di raccolta, soprattutto per merito del lavoro svolto dai professori Gian Piero Soressi e Andrea Mazzucato dell’Università della Tuscia (Viterbo), che ha ottenuto il pomodoro Sun Black effettuando un incrocio tra varietà di pomdoro con caratteristiche contrastanti. Uno dei genitori di Sun Black produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l’altro genitore produce elevate quantità di antociani nelle foglie. Dall’incrocio di queste due varietà è nato Sun Black, che mostra la intensa colorazione viola-nera nella buccia del frutto. Il risultato ottenuto con il “sun black” rappresenta un’ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro (finanziamento del Ministero dell’Università) è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l’alimentazione umana. Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del “sun black” nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo  di  produzione  di  antociani  per  migliorare  ulteriormente, senza ricorso a OGM che non incontrerebbero l’approvazione dell’opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.
Ci sono due varità, una più grande e una più piccola
- pomodoro a grappolo dal peso di 100/120g
- pomodoro ciliegino dal peso di circa 40g







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