Luca del Puppo

Luca Del Puppo è un giovane imprenditore Friulano, con molto senso pratico e lo sguardo rivolto al futuro. Nasce nel 1977 in provincia di Treviso ed è l’uomo che ogni donna desidera incontrare... lui è in grado con un semplice click sul suo telefono di abbassare le luci, far partire una dolce melodia, ac- cendere le candele e perché no, anche il forno e cuocere una deliziosa cenetta. L’uomo della casa intelligente, la casa che tutti vorremmo, la casa al tuo servizio e che ti vizia.

 

Luca, di cosa si occupa esattamente Impretec e quando è stata fondata?
Impretec è un azienda giovane, nasce nel 2011 ma ci occupiamo di domotica da parecchi anni, da quando di domotica ancora non si parlava.

 

Che ruolo ha in azienda e vuole spiegarci cos’è la domotica?
Sono il titolare di Impretec, nonché il suo miglior tester poiché qualsiasi progetto prima di tutto lo provo e lo testo a casa mia. Voglio essere assolutamente certo delle soluzioni che propongo ai miei clienti. La domotica è la scienza che studia tutte le tecnologie volte a migliorare la qualità della vita all’interno della propria casa o della propria azienda, richiede l’apporto di diverse professionalità come architettura, automazione, elettronica, informatica, ingegneria, telecomunicazioni...

 

In America, ma anche in molti Paesi d’Europa si è assistito, negli ultimi anni, a un’espansione verticale del mercato della domotica. Non sembra succedere in Italia. Perché?
Effettivamente il mercato internazionale è in continua crescita: viene stimata una media annua che supera il 30 per cento, motivo per cui la maggior parte delle aziende ha fatto investimenti sia per lo sviluppo di nuove soluzioni che per la creazione di reti commerciali che le diffondano. In Italia non si assiste, purtroppo, allo stesso fenomeno. Le ragioni sono molte, c’è senza dubbio un difetto nella comunicazione al grande pubblico che è il nostro cliente finale. Si sente parlare spesso di domotica, di casa intelligente, ma senza entrare mai nel dettaglio di quali siano i benefici per l’utente. Che non si limitano, logicamente, a poter accendere o spegnere le luci di casa con il proprio cellulare, ma anche a risparmiare energia o combustibile. C’è poi, una scarsa preparazione degli operatori del settore, che da sempre si focalizzano su altre cose, più diffuse e, quindi, più appetibili. Esiste ahimè anche un limite di tipo culturale perché spesso le persone ritengono che la domotica possa limitare in qualche modo la loro libertà; spesso le novità anche quando entusiasmano, spaventano.

 

Perciò Lei è un po’ pessimista...
Non esattamente. Proprio in questi ultimi tempi, gli stessi utenti finali, cioè i proprietari delle case, hanno iniziato ad acquisire una maggiore consapevolezza che i vantaggi ottenibili integrando fra loro i vari impianti del sistema casa, vanno dal comfort al risparmio energetico, dalla sicurezza alla facilità di utilizzo. Da ciò anche i costruttori edili hanno compreso che un sistema di automazione adeguato rappresenta un aumento di valore dell’immobile e un punto di forza rispetto ai concorrenti che si limitano alle soluzioni “tradizionali”. Nello stesso tempo, crescendo la domanda, è aumentata anche l’offerta, che oggi spazia dalle semplici automazioni ai sistemi con un elevato livello di integrazione.

 

E’ un mondo davvero affascinante. Ma parlando più concretamente, un’interessante novità inserita nella Legge di Stabilità con l’Ecobonus 2016, riguarda il campo della domotica e della smart home.
Si, è un’importantissima novità, infatti da quest’anno la detrazione riguarda anche l’acquisto e l’installazione di questi strumenti. Oltre alla detrazione del 65%, se questi dispositivi sono formati da hardware più software, il loro acquisto e la loro installazione può godere del “super ammortamento” del 140%. Un’altra novità in arrivo è un beneficio a fondo perduto del 50% per la diagnosi energetica delle aziende: il Ministero dello Sviluppo Economico ha già stanziato i fondi e le regioni stanno deliberando i cofinanziamenti.

 

Quindi risparmio energetico, sostenibilità e comfort non sono mai stati convenienti come adesso. Secondo lei Luca, questa informazione importante è stata recepita dagli utenti?
Purtroppo il messaggio non è passato e molte, troppe persone, non sono a conoscenza dei vantaggi fiscali ottenibili. Inspiegabilmente questo genere di informazioni non vengono diffuse in modo fluido e diretto tanto che spesso neppure gli operatori del settore ne sono a conoscenza. E’ un vero peccato. Applicando le detrazioni, un impianto moderno e tecnologico a concezione domotica viene a costare come uno tradizionale.

 

Mi sta dicendo che dal punto di vista economico, la domotica è sempre più accessibile e non è più un lusso per pochi eletti?
Assolutamente si. Sia nel caso di nuove costruzioni che applicata a impianti esistenti che vanno modificati o rifatti.

 

A chi consiglierebbe vivamente di valutare l’integrazione di un impianto domotico?
A chiunque. Non esiste una categoria a cui non possa giovare. Certo, anziani e portatori di handicap in cima alla lista. Sono le persone con maggiori fragilità alle quali andrebbero riservati i maggiori confort.

 

Quale impatto sta avendo sul settore domotico l’avvento di Internet of Things? Quali gli scenari futuri?
Un impatto affascinante, divertente ed estremamente cre- ativo. Preciso che lo IOT (questo l’acronimo di Internet Of Things) è riferito all’estensione di Internet agli oggetti e ai luoghi. L’Internet delle cose è una delle evoluzioni dell’uso della Rete. E’ come se gli oggetti acquisissero intelligenza. Comunicano dati su se stessi, interagiscono con il mondo circostante, in quanto reperiscono e trasferiscono informazioni tra rete internet e mondo reale. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, la ciotola del cane ti informa se sta finendo la pappa, i blister delle medicine allertano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco, il frigorifero ci avvisa se il latte sta per finire o è in scadenza. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

 

Nel giro di pochi anni Impretec è passata dal ruolo di start-up a quello di società affermata nel nordest nell’innovazione del settore domotico. Quali sono state le fasi fondamentali di questo percorso? E che cosa vi distingue dalla concorrenza?
Certamente studi e approfondimenti continui. Noi ci siamo affidati sin dal principio a JUNG, un’azienda tedesca che da oltre 100 anni è nel settore dell’impiantistica ed è stato il primo produttore di sistemi e installazioni elettriche in Germania. I prodotti di JUNG sono sinonimo di massima qualità alla quale si affidano i clienti di tutto il mondo. Per la domotica utilizzano strumenti KNX , che è l’associazione che propone la promozione e lo sviluppo dello “standard aperto KNX” per tutte le applicazioni di domotica e building automation: illuminazione, riscaldamento, ventilazione, condizionamento dell’aria, ombreggiamento, sistemi di sicurezza, monitoraggio, allarmi, gestione di energia, misurazione, elettrodomestici, audio/video e molte altre applicazioni.

 

In parole semplici cosa significa “standard aperto”?
KNX è approvato come Standard Internazionale (ISO/IEC 14543-3), come Standard Europeo (CENELEC EN 50090 e CEN EN 13321-1) e Standard Cinese (GB/T 20965). KNX è perciò aperto al futuro. I prodotti KNX realizzati da diversi costruttori che si sono associati, possono essere combinati tra loro. Il marchio KNX garantisce l’interworking e l’interoperabilità. E’ pertanto l’unico standard aperto a livello mondiale per il controllo di edifici commerciali e residenziali. Molte aziende concorrenti che propongono domotica utilizzano sistemi frutto di propri studi, magari anche validi, forse più economici ma che non garantiscono fino in fondo l’utilizzatore finale. Il rischio in questi casi è che se l’azienda in questione dovesse chiudere, chi si è fatto installare una loro tecnologia non saprà più a chi rivolgersi. Mentre ciò non è possibile con noi. Ci sarà sempre un installatore o una struttura capace di intervenire su un protocollo KNX. Senza contare l’entità delle risorse che l’associazione ha la possibilità di dedicare alla ricerca e allo sviluppo.

 

Quali applicazioni concrete avete realizzato che potrebbero stupire gli scettici e persuadere chi è titubante ad investire sulla domotica?
Abbiamo fatto dei lavori molto belli, in alberghi, in ville, in appartamenti. Abbiamo domotizzato gli uffici di Old Wild West di Udine... mi viene in mente un cliente che nella sua casa aveva una taverna e una serie di stanze collegate che portavano a una bella cantina e desiderava che all’arrivo degli amici si aprisse in automatico la porta di ingresso e si illuminassero in progressione tutte le luci nell’accompagnarli lungo tutto il percorso fino alla cantina. Un effetto scenico molto bello. I lavori più creativi si fanno nei giardini di solito, con i vari colori che si alternano e illuminano le acque dei laghetti, oppure, in presenza di fontane molto grandi, regolando l’intensità degli spruzzi dell’acqua al ritmo di una melodia come in una danza...

 

Abbiamo parlato dei benefici. Ci sono controindicazioni?
Direi di no. Forse in qualcuno potrebbe scattare un po’ di pigrizia non dovendosi più preoccupare di controllare se il gas è chiuso, le luci spente e le tapparelle abbassate. La tecnologia ci vizia ma diventa insostituibile e i vantaggi sono immensi lasciandoci più tempo e più spazio per fare altro.

 

E l’usabilità?
Deve essere semplicissima. Non importa quanto complicato sia il progetto da realizzare. L’utilizzo obbligatoriamente sarà intuitivo e semplice. Chiaramente al principio va fatta un’analisi che vedrà delle differenze se stiamo domotizzando la casa di un anziano piuttosto che quella di una famiglia con figli adolescenti abituati all’uso di tablet e smartphone. Il risultato finale ha come obiettivo di offrire i massimi vantaggi senza complicazioni.

 

Quali sono gli step da fare per le persone interessate all’installazione di un sistema domotico?
Capire innanzi tutto quali sono i punti di interesse, cosa in- tendono automatizzare: la gestione delle luci esterne, delle telecamere, dell’allarme, la termoregolazione, la gestione dei carichi intesi come consumi energetici etc, poi da li si vanno a studiare le varie situazioni e si crea un progetto che non metta in conflitto per esempio i vari elettrodomestici per non superare i carichi previsti, e si danno le priorità che possono essere gestite manualmente o automaticamente.

 

Quali sono i progetti futuri di Impretec?
Ampliarci all’estero, puntiamo a Parigi, una città moderna, vitale e molto sensibile a queste tecnologie.

 

Come vuole concludere Luca questa intervista?
Posso spiegarvi come immagino la mia casa tra qualche anno. La immagino immersa nel verde, al mattino la casa mi sveglia all’ora stabilita non prima di aver fatto un controllo sul traffico nella provinciale che devo percorrere per andare in azienda, facendogli decidere se posso riposare 10 minuti in più del previsto. Apre le finestre lentamente simulando un’alba, prepara il caffè, riscalda la cucina e il bagno (e non altri ambienti che non userò). Mentre faccio colazione la casa mi propone una playlist con canzoni dei Simply Red e le news del giorno. Al ritorno dal lavoro, la vasca d’acqua calda inizia a riempirsi mentre sto per rientrare. Qualche amico è già arrivato, entrando senza che ci fosse la necessità di dargli le chiavi. È bastato un invito al suo smartphone per abilitarlo. Nel frattempo il frigorifero mi avvisa che le birre sono quasi finite, e le aggiungerà alla lista della spesa. La casa, capisce lo spirito della serata, cambia il colore delle luci ed apre la finestra nel momento in cui Aldo inizia a fumare. Una volta che i ragazzi se ne sono andati porte e finestre si chiudono. La casa imposta la partenza della lavastoviglie nel pieno della notte, quando l’energia costerà meno. E’ tempo di andare a letto. Leggo qualche minuto e poi mi addormento. Quando se ne accorge, la casa spegne le luci rimaste accese, accompagnandomi in un dolce riposo.

Dopo questo, cos’altro potrei dire Luca? Ci ha fatto sognare. Grazie per averci aperto un mondo che è molto più accessibile e realizzabile di quanto potessimo pensare.







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